A Messina il primo passo per valorizzare e tutelare insieme il patrimonio culturale e ambientale dello Stretto

Nella cornice accogliente dello Spazio Saraj, in via Citarella, si è compiuto ieri il primo passo concreto verso la nascita delle “Comunità di Patrimonio”, all’interno della Rete Territorio Stretto Sostenibile, un progetto che prende vita dallo storico legame tra le due sponde, calabra e siciliana, dello Stretto di Messina.

L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di numerose realtà del terzo settore attive in ambito culturale, sociale e ambientale, nasce con l’obiettivo di valorizzare e salvaguardare il patrimonio culturale e paesaggistico dello Stretto, promuovendo la collaborazione tra enti e cittadini delle due rive.

Alla base del progetto vi è la Convenzione di Faro, trattato del Consiglio d’Europa che riconosce la conoscenza e l’uso dell’eredità culturale come diritti umani fondamentali. Essa ribadisce il diritto di ogni individuo a partecipare liberamente alla vita culturale della propria comunità e a godere delle arti, come sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948) e dal Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (1966).

Le associazioni e i soggetti promotori presenti a Messina hanno sottolineato la responsabilità collettiva nei confronti del patrimonio comune e la necessità di costruire, attraverso la rete, un dialogo stabile e partecipativo capace di innescare processi virtuosi di cura, gestione e fruizione sostenibile del territorio.

L’intento dichiarato è quello di trasformare il patrimonio culturale e naturale dello Stretto in una leva di coesione, in grado di unire comunità, generazioni e linguaggi diversi. “Il nostro obiettivo – sottolineano i promotori – è fare rete, condividere conoscenze e buone pratiche, affinché la tutela del paesaggio e della memoria diventi un impegno quotidiano e condiviso”.

La Rete Territorio Stretto Sostenibile si propone così di dare attuazione concreta ai principi della Convenzione di Faro, promuovendo iniziative comuni, percorsi educativi e momenti di partecipazione attiva per riconoscere e valorizzare l’interesse pubblico del patrimonio culturale.

Con la nascita delle Comunità di Patrimonio, lo Stretto si candida a diventare un laboratorio di sostenibilità e cittadinanza attiva, dove cultura, ambiente e partecipazione civile si intrecciano nel segno di un futuro più consapevole e condiviso.

Ieri, 10 Febbraio 2025, presso Lo Spazio Saraj In Via Citarella a Messina si è avviato ufficialmente il primo passo per la costituzione di “Comunità di patrimonio”, all’interno della Rete Territorio Stretto Sostenibile,  che ha preso le sue mosse sulla sponda calabra.

 Con l’obiettivo di valorizzare e salvaguardare il patrimonio culturale e ambientale dello Stretto diverse realtà appartenenti prevalentemente al terzo settore che operano sulla sponda siciliana e sulla sponda calabrese hanno aderito al processo di costituzione della Rete.

La Convenzione di Faro si fonda sul presupposto che la conoscenza e l’uso dell’eredità culturale rientrino pienamente fra i diritti umani, ed in particolare nell’ambito del diritto dell’individuo è fondamentale prendere liberamente parte alla vita culturale della comunità e a godere delle arti, come previsto dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948 e dal Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali del 1966.

Consapevoli dell’importanza del muto rapporto tra patrimonio culturale dello stretto e paesaggio dello stretto e comunità che lo abita, lo scopo di questa rete è quello di condividere gli stessi valori e attribuire un’importanza fondamentale alla salvaguardia dello stesso. L’intento è quello di fare rete e dialogare attivamente per innescare processi virtuosi che permettano alle diverse comunità di patrimonio di prendersi cura e fruizione sostenibile del patrimonio dello Stretto.

 Le Associazioni oggi presenti riconoscono la responsabilità individuale e collettiva nei confronti del patrimonio culturale e sottolineano l’importanza della sua conservazione e della partecipazione attiva nella costruzione di una società pacifica e democratica.

La Convenzione definisce quindi i diritti e le responsabilità concernenti il patrimonio culturale e fissa l’impegno per le Parti firmatarie a riconoscere il suo interesse pubblico, a valorizzarlo, a predisporre iniziative volte a favorire la partecipazione alle attività ad esso correlate.