Per mitigare l’impatto sull’avifauna in Europa, è necessario un approccio multifattoriale che tenga conto delle normative europee e delle pratiche sostenibili. Le normative esistenti, come la direttiva Uccelli e le direttive Habitat, stabiliscono quadri di protezione per gli habitat e le specie, ma la loro effettiva applicazione e il monitoraggio sono fondamentali.
Progettare con la Luce per Evitare l’Impatto sull’Avifauna
L’illuminazione artificiale notturna (ALAN – Artificial Light at Night) è una delle principali cause di mortalità per molte specie di uccelli, soprattutto durante le migrazioni. Gli uccelli vengono disorientati e attratti dalle luci, finendo per collidere con edifici illuminati, torri o altri ostacoli, o per esaurirsi volando in circolo.
Per progettare con la luce in modo da minimizzare l’impatto sull’avifauna, è fondamentale adottare un approccio olistico che tenga conto di diversi aspetti:
- Necessità e Proporzionalità dell’Illuminazione:
- Illuminare solo quando e dove serve: Evitare l’illuminazione superflua. Se una zona non necessita di luce, non illuminarla. Utilizzare sensori di movimento o timer per accendere le luci solo quando strettamente necessario.
- Intensità minima: Utilizzare l’intensità luminosa più bassa possibile che garantisca la sicurezza e la funzionalità richieste. L’eccessiva luminosità è uno spreco di energia e un pericolo per la fauna.
- Direzione e Schermatura della Luce:
- Illuminazione verso il basso: Direzionare la luce esclusivamente verso il basso, dove è necessaria, per evitare la dispersione luminosa verso l’alto (sky glow) e lateralmente.
- Schermatura completa: Utilizzare apparecchi illuminanti completamente schermati (full cut-off fixtures) che non emettono luce al di sopra del piano orizzontale. Questo riduce drasticamente la luce dispersa nell’ambiente circostante e verso il cielo.
- Evitare l’illuminazione di superfici verticali: Quando possibile, evitare di illuminare facciate di edifici, monumenti o altre superfici verticali, specialmente durante i periodi di migrazione degli uccelli. Le superfici illuminate agiscono come fari, attirando gli uccelli.
- Spettro e Temperatura del Colore:
- Evitare la luce blu e UV: Gli uccelli sono particolarmente sensibili alla luce con lunghezze d’onda più corte (blu e ultravioletto). Queste luci possono disorientarli e interferire con i loro ritmi circadiani e le loro rotte migratorie.
- Preferire luce calda: Utilizzare sorgenti luminose con una temperatura di colore correlata (CCT) bassa, preferibilmente inferiore a 3000 K (luce calda, giallastra o ambrata). Le luci ambrate o rosse hanno un impatto minore sull’avifauna rispetto alle luci bianche o blu.
- Monochromaticità: In alcuni contesti specifici, come vicino a strutture critiche per la migrazione, potrebbe essere considerata l’uso di luce monocromatica ambrata o rossa, se compatibile con le esigenze di sicurezza e visibilità.
- Considerazioni Temporali:
- Spegnimento delle luci: Spegnere completamente le luci durante le ore notturne, soprattutto in periodi e zone ad alta densità migratoria (es. “Lights Out Programs”). Molte città adottano protocolli in cui edifici e insegne luminose vengono spenti durante le notti di picco migratorio.
- Regolazione dinamica: Utilizzare sistemi di illuminazione smart che permettano di regolare l’intensità e la durata dell’illuminazione in base alla presenza di persone o animali, o in base a previsioni meteorologiche che possono indicare un aumento del rischio migratorio.
- Tecnologia Illuminotecnica:
- LED a bassa CCT: I LED consentono un controllo preciso sulla direzione, l’intensità e lo spettro della luce. Scegliere LED con bassa CCT e buona resa cromatica per mantenere la qualità visiva senza compromettere la fauna.
- Apparecchi con ottiche mirate: Utilizzare ottiche che distribuiscono la luce in modo uniforme e con precisione, evitando la dispersione.
- Pianificazione e Collaborazione:
- Valutazione ambientale strategica (VAS) e valutazione di impatto ambientale (VIA): Includere l’impatto dell’illuminazione sull’avifauna nelle valutazioni ambientali di nuovi progetti o di significative modifiche a quelli esistenti.
- Coinvolgimento di esperti: Consultare ornitologi, ecologi e specialisti dell’illuminazione per sviluppare soluzioni adeguate.
- Sensibilizzazione: Informare il pubblico, le aziende e le amministrazioni sull’importanza di una corretta gestione dell’illuminazione.
Normative e Linee Guida in Europa

A livello europeo non esiste un’unica legge direttamente applicabile che regoli l’illuminazione per la protezione dell’avifauna. Tuttavia, la protezione dell’avifauna è disciplinata da diverse direttive e raccomandazioni che influenzano indirettamente la progettazione illuminotecnica.
Le principali normative che possono essere rilevanti sono:
- Direttiva Uccelli (Direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici):
- Questa direttiva è il pilastro della politica di conservazione degli uccelli selvatici nell’UE. Sebbene non menzioni esplicitamente l’inquinamento luminoso, stabilisce l’obbligo per gli Stati membri di adottare le misure necessarie per mantenere o ripristinare le popolazioni di tutte le specie di uccelli selvatici a un livello soddisfacente.
- Questo include la protezione degli habitat e la mitigazione delle cause di mortalità. L’inquinamento luminoso può essere considerato una minaccia che gli Stati membri devono affrontare per conformarsi alla direttiva.
- In particolare, la direttiva impone la designazione di Zone di Protezione Speciale (ZPS) per le specie più vulnerabili, e in queste aree dovrebbero essere adottate misure stringenti per minimizzare l’impatto dell’illuminazione.
- Direttiva Habitat (Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche):
- Questa direttiva mira a conservare la biodiversità attraverso la conservazione degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna selvatiche. Anche se si concentra più sugli habitat, gli uccelli sono spesso specie chiave negli habitat protetti.
- La direttiva richiede la valutazione degli impatti significativi di piani e progetti sui siti Natura 2000 (che includono anche le ZPS della Direttiva Uccelli). Un progetto di illuminazione di grandi dimensioni o in aree sensibili potrebbe richiedere una Valutazione di Incidenza Ambientale (VIA) o un’Analisi di Incidenza per valutare i suoi potenziali effetti sui siti Natura 2000, includendo gli impatti sull’avifauna.
- Convenzione di Berna (Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale d’Europa):
- Sebbene non sia una normativa UE direttamente vincolante, tutti gli Stati membri dell’UE sono parti contraenti. La convenzione promuove la conservazione della flora e della fauna selvatiche e dei loro habitat naturali, con un focus particolare sulle specie migratrici. L’inquinamento luminoso è riconosciuto come una minaccia alla fauna migratoria.
- Raccomandazioni e Linee Guida dell’UE e di Organismi Internazionali:
- La Commissione Europea, attraverso documenti di orientamento, e organizzazioni come EUROBATS (Accordo sulla conservazione delle popolazioni di pipistrelli europei, che è un accordo UN ma rilevante per l’illuminazione notturna) o CMS (Convenzione sulle specie migratrici), hanno pubblicato linee guida che spesso includono raccomandazioni sulla mitigazione dell’inquinamento luminoso.
- Ad esempio, il Consiglio d’Europa ha adottato diverse raccomandazioni sul controllo dell’inquinamento luminoso per la protezione della biodiversità.
- Legislazione Nazionale degli Stati Membri:
- Molti paesi europei hanno introdotto leggi o regolamenti specifici sull’inquinamento luminoso a livello nazionale o regionale, che spesso includono disposizioni per la protezione della fauna selvatica, inclusi gli uccelli.
- In Italia, ad esempio, esistono leggi regionali contro l’inquinamento luminoso (es. Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, ecc.). Queste leggi spesso impongono l’uso di apparecchi full cut-off, limitano la potenza installata e la dispersione verso l’alto, e in alcuni casi specificano temperature di colore massime e orari di spegnimento, specialmente in prossimità di aree protette o osservatori astronomici. Sebbene il focus primario possa essere l’osservazione del cielo, queste misure beneficiano indirettamente anche l’avifauna.
- In Germania, alcune leggi statali limitano l’illuminazione non necessaria, e ci sono raccomandazioni federali che incoraggiano l’uso di luce con temperature di colore più basse e il controllo del flusso luminoso.
- Nel Regno Unito, sebbene non ci sia una legge specifica sull’inquinamento luminoso a livello nazionale, le autorità di pianificazione locali devono considerare l’impatto dell’illuminazione negli sviluppi e possono imporre condizioni per mitigare gli effetti sulla fauna.
In sintesi, la progettazione illuminotecnica orientata alla protezione dell’avifauna in Europa richiede un’attenta considerazione delle direttive UE sulla conservazione della natura, delle normative nazionali e regionali sull’inquinamento luminoso, e l’adozione delle migliori pratiche basate sulla ricerca scientifica. L’obiettivo è sempre quello di “meno luce, migliore luce”: illuminare solo ciò che serve, quando serve, con la giusta intensità, direzione e spettro, e sempre con un occhio di riguardo per la biodiversità.
Per scaricare il Manuale “Costruire con vetro e luce rispettando gli uccelli”: https://bit.ly/4lXh07j
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Ing. Francesco Cancellieri – Presidente AssoCEA Messina APS e Responsabile Nazionale Area Tematica SIGEA-APS “Paesaggi, Aree Naturali Protette e Rete Natura 2000”
