Alle ore ore 22:40 di ieri, la Marina militare israeliana ha fatto irruzione sull’imbarcazione Handala, che stava cercando di raggiungere la Striscia di Gaza con, a bordo, attivisti, giornalisti e politico europei nonchè aiuti umanitari.
L’operazione è avvenuta in acque internazionali, secondo quanto riportato dagli organizzatori della missione, in acque egiziane secondo fonti arabe.
Le forze israeliane hanno preso il controllo dell’imbarcazione senza che si registrassero scontri violenti, e l’hanno poi dirottata verso un porto israeliano “sicuro”, dove le persone a bordo saranno identificate ed espulse.
La Handala, salpata da Siracusa (Sicilia) all’inizio di luglio, e transitata da Gallipoli, era la seconda missione organizzata quest’anno dalla Freedom Flotilla Coalition, un gruppo internazionale che da anni tenta di rompere simbolicamente il blocco navale imposto da Israele sulla Striscia di Gaza. A bordo dell’imbarcazione si trovavano 19 attivisti, tra cui due cittadini ebrei americani, due parlamentari francesi e due giornalisti di Al Jazeera, oltre a due italiani tra cui il giornalista siciliano Antonio Mazzeo.
Gli attivisti avevano annunciato che, in caso di intercettazione, avrebbero dato avvio a uno sciopero della fame, come forma di protesta non violenta contro l’impedimento all’ingresso di aiuti umanitari a Gaza. Israele ha giustificato l’intervento ribadendo che il blocco marittimo su Gaza è una misura di sicurezza volta a impedire il traffico di armi verso l’enclave, governata dal movimento islamista Hamas. Tuttavia, le organizzazioni promotrici della missione accusano Tel Aviv di impedire sistematicamente l’accesso ad aiuti civili e umanitari, in violazione del diritto internazionale. Le azioni della Freedom Flotilla Coalition mirano a mantenere alta l’attenzione internazionale sulla situazione nella Striscia di Gaza, sottoposta, da anni, ad un blocco terrestre, aereo e marittimo.
Al momento, non è chiaro quanto tempo impiegheranno le autorità israeliane per rimpatriare i passeggeri della Handala. Le reazioni diplomatiche da parte dei Paesi di provenienza degli attivisti – tra cui Francia e Stati Uniti – sono attese nelle prossime ore.
Dalla Farnesina non è giunta nessuno reazione, né informazione sullo stato di salute dei connazionali a bordo. Si attendono sviluppi importanti nelle prossime ore.

