Iniziata nel 2022, con il risultato di un edificio abitativo di 7 piani con 45 appartamenti realizzato da Bluestone in Piazzale Aspromonte. Il progetto ha suscitato proteste locali e un’indagine su presunto abuso edilizio, poi conclusasi con l’approvazione finale e abitazioni consegnate nel 2024

Considerare il progetto “Hidden Garden Milano” come un’azione di rigenerazione urbana è complesso e, al momento attuale (Luglio 2025), piuttosto controverso.

Per capire il perché, analizziamo la definizione di rigenerazione urbana e il contesto specifico di “Hidden Garden”.

Cos’è la Rigenerazione Urbana?

La rigenerazione urbana è un processo olistico e integrato che mira a migliorare le condizioni fisiche, sociali, economiche e ambientali di aree urbane degradate o sottoutilizzate. Gli obiettivi tipici includono:

  • Riqualificazione fisica: Ristrutturazione di edifici esistenti, creazione di nuovi spazi pubblici, miglioramento delle infrastrutture.
  • Miglioramento sociale: Promozione dell’inclusione, creazione di servizi per la comunità, aumento della sicurezza.
  • Sviluppo economico: Creazione di nuove opportunità di lavoro, attrazione di investimenti.
  • Sostenibilità ambientale: Aumento delle aree verdi, miglioramento dell’efficienza energetica, riduzione dell’inquinamento, gestione sostenibile delle risorse (come l’invarianza idraulica).
  • Coinvolgimento della comunità: Partecipazione attiva dei residenti e degli stakeholder nei processi decisionali.

La rigenerazione urbana è quindi un concetto ampio che va oltre la semplice nuova costruzione. Mira a migliorare la qualità della vita complessiva e la vivibilità di un’area per i suoi abitanti.

Il Caso “Hidden Garden Milano”

“Hidden Garden” è un complesso residenziale di nuova costruzione situato in Piazza Aspromonte/Via Filippino Lippi a Milano. Analizzando le informazioni disponibili, emergono diverse considerazioni:

Argomenti a favore (potenzialmente, secondo la teoria):

  • Sostituzione di un edificio obsoleto: Il progetto ha preso il posto di un precedente caseggiato per uffici. La sostituzione di strutture datate con nuove costruzioni può rientrare in un’ottica di riqualificazione fisica.
  • Aree verdi condominiali: Il nome stesso “Hidden Garden” suggerisce la presenza di giardini privati e aree verdi condominiali. Se queste aree contribuiscono significativamente alla permeabilità del suolo e alla gestione delle acque (come discusso per l’invarianza idraulica) e non sono solo elementi estetici marginali, potrebbero essere viste come un piccolo contributo ambientale.
  • Nuovi spazi abitativi: La creazione di nuovi appartamenti moderni può rispondere a esigenze abitative, specialmente in una città densa come Milano.

Argomenti critici (e al momento prevalenti nel dibattito pubblico):

  • Controversie legali e urbanistiche: Numerose fonti indicano che il progetto “Hidden Garden” è al centro di inchieste giudiziarie per presunte irregolarità urbanistiche, abusi edilizi e corruzione. Si parla di violazioni sui limiti di distanza e altezza, in particolare perché l’edificio è sorto “all’interno di un cortile” esistente, sollevando dubbi sulla sua conformità al regolamento edilizio di Milano.
  • Impatto sui residenti esistenti: I residenti circostanti hanno espresso forte rabbia e preoccupazione per l’impatto del nuovo palazzo di sette piani, che ha oscurato le loro finestre e alterato la vivibilità del loro ambiente. Questo va contro il principio di miglioramento della qualità della vita e del coinvolgimento della comunità.
  • Natura speculativa: Il dibattito pubblico, in particolare a seguito delle inchieste sull’urbanistica milanese, tende a inquadrare “Hidden Garden” più come un’operazione immobiliare speculativa (con appartamenti di lusso) che come un’azione di rigenerazione che benefici realmente il tessuto urbano e i suoi abitanti preesistenti. La rigenerazione urbana dovrebbe puntare a un valore condiviso, non solo a un aumento del valore immobiliare per pochi.
  • Mancanza di benefici pubblici estesi: Non sembra che il progetto abbia portato a significativi miglioramenti per la comunità circostante in termini di nuovi servizi pubblici, spazi verdi accessibili a tutti o infrastrutture migliorate. Se il “giardino” è privato e accessibile solo ai condomini, il beneficio ambientale e sociale è limitato.

Conclusione

Alla luce delle controversie e delle critiche, è difficile considerare “Hidden Garden Milano” un esempio virtuoso di rigenerazione urbana.

Mentre un progetto di nuova costruzione può essere parte di un processo di rigenerazione, in questo caso specifico, le problematiche legate alle presunte irregolarità, all’impatto negativo sui residenti e alla percezione di una finalità principalmente speculativa, lo allontanano dagli obiettivi più ampi e inclusivi della vera rigenerazione urbana.

Piuttosto, il caso “Hidden Garden” è diventato un simbolo delle criticità e delle ombre che hanno investito il sistema urbanistico di Milano negli ultimi anni, evidenziando come la “rigenerazione” possa a volte essere un pretesto per operazioni edilizie che non sempre portano a un reale miglioramento della qualità della vita per l’intera comunità.

Qui: http://www.bemaa.it/it/project/a096 qualche informazione tecnico-urbanistica in più

MEMORANDUM:

Nel 2022 è iniziata la demolizione di un edificio di tre piani in zona Loreto, sostituito con un nuovo complesso residenziale di sette piani, alto 27 metri. Il progetto, denominato – come già detto –  Hidden Garden, ha previsto la realizzazione di 45 appartamenti, all’interno del grande isolato formato da viale Gran Sasso, piazza Aspromonte, Via Filippino Lippi e via Garofalo. La società Bluestone ha operato con SCIA alternativa, ritenendo l’area uno “spazio residuale” non soggetto a vincoli. I residenti, al contrario, hanno denunciato la trasformazione di un “cortile” in costruzione abitativa, lamentando volumetrie fuori scala, violazione delle distanze legali e assenza dei servizi urbanistici previsti. L’avvocata Veronica Dini ha presentato un esposto alla Procura. Il cantiere è stato oggetto di sequestro d’urgenza, poi non convalidato. Dopo tre gradi di giudizio, anche la Cassazione ha respinto definitivamente la richiesta di blocco. Il palazzo è stato terminato e progressivamente abitato a partire dal 2024.