Il leggendario cofondatore dei Police si è esibito in Piazza Cavour a Foggia, ultima tappa del tour, riarraggiando gli storici brani della band inglese in una veste sinfonica che ha catturato gli oltre 1500 spettatori.

Mr Copeland è tornato a casa. A conclusione del tour con il quale ha rinvigorito i cavalli di battaglia dei Police, l’ex metronomo della band capitanata da Sting ha scelto di respirare l’aria della terra che lo ha accolto come figlio prediletto una ventina di anni orsono. E le attese non sono state tradite.

Il feeling speciale tra la Puglia e Copeland è stato palpabile sin dalle primissime battute nella conferenza stampa tenutasi nella mattinata di martedì in Sala “Fedora” al Teatro Giordano, condotta dal giornalista di Radio Capital Luca De Gennaro. Copeland ha spiegato il nucleo concettuale da cui nasce il progetto Police Deranged for Orchestra: si tratta di un esperimento che prende le mosse dalla genialità del chitarrista dei Police, Andy Summers, e della passione di Copeland per le colonne sonore. Come unire questi due mondi all’apparenza antitetici? Nessuna distanza è incolmabile se si pensa che le schitarrate di Summers hanno molto di orchestrale e che le “variazioni” con cui sono concepiti gli arrangiamenti non sono altro che poetiche licenze per dare un nuovo respiro alla musica immortale dei Police.

L’ospitata di Stewart Copeland a Foggia non poteva, allora, non essere accolta con estrema positività dalla Sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo, da Carlo Dicesare, Direttore artistico della rassegna “Giordano in Jazz”, e dalla Assessora alla Cultura e al Turismo Alice Amatore.

Sul palco, insieme a Copeland, oltre alla orchestra sinfonica di Massa Carrara, si sono esibiti le vocalists olandesi Sarah-Jane, Laise Sanches e Raquel Brown, e una band composta dagli italiani Gianni Rojatti (chitarra), Faso di Elio e le Storie Tese (basso) e Vittorio Cosma (piano).

La verve e la simpatia dell’appena 73enne batterista ha trascinato il pubblico foggiano che ha risposto con entusiasmo ad un evento di caratura internazionale. Tra il pubblico presenti molti fan della band ma anche qualche volto giovane, segno inequivocabile che la grande musica funge ancora da collante per unire più generazioni.