A Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, l’ospedale non è più rifugio né luogo di cura. È diventato un bersaglio. Il Complesso Medico Nasser, tra le ultime strutture ancora in grado di accogliere feriti, è stato colpito due volte dall’aviazione israeliana in poche ore.
Non si è trattato di un errore: il primo bombardamento ha devastato il quarto piano; il secondo è arrivato nel pieno dei soccorsi, in diretta TV, quando le ambulanze stavano ancora caricando i feriti. Il bilancio è drammatico: almeno otto morti e decine di feriti, numeri destinati a crescere. Tra i caduti spiccano i nomi di quattro giornalisti: Hossam al-Masry (Reuters), Mohammed Salama (Al-Jazeera), Mariam Abu Daqqa (Independent Arabia and AP), Moaz Abu Taha (NBC): colpiti mentre raccontavano al mondo l’ennesima aggressione israeliana. Altri colleghi, come Hatem Omar e Mohammed Ashraf Salama, sono rimasti feriti.
Il dato non è solo numerico: è simbolico. Colpire chi documenta, significa tentare di spegnere la voce che filtra dal buio della guerra. Gaza è diventata una prigione di macerie, e, i giornalisti, armati solo di telecamere e taccuini, restano l’ultimo filo di collegamento con il mondo esterno. Spezzarlo equivale a rendere invisibile la tragedia.
Che gli attacchi abbiano preso di mira anche i mezzi di soccorso non è un dettaglio secondario. È un segnale: nemmeno la neutralità dell’assistenza medica viene più rispettata. Una catena di dolore che si ripete, giorno dopo giorno, ospedale dopo ospedale. C’è una domanda che resta sospesa nell’aria di Khan Yunis: fino a che punto la comunità internazionale potrà assistere, in un silenzio assordante, al bombardamento sistematico di luoghi di cura e informazione? L’ospedale, simbolo universale di protezione, e il giornalismo, presidio di verità, oggi sono diventati bersagli dichiarati. La tragedia di Gaza non è solo nei numeri, ma nella cancellazione di ciò che dovrebbe rimanere intoccabile: il diritto a curarsi, il diritto di cronaca, il diritto a vivere.
ORE 15
Apprendiamo che un quinto giornalista, Ahmad Abu Aziz, è appena deceduto a causa delle ferite riportate in seguito al terribile attacco israeliano di oggi contro il Complesso medico Nasser a Khan Younis.

