Situazione al limite del surreale al Tribunale di Messina, dove, la sezione mobiliare ed immobiliare è letteralmente paralizzata.
I magistrati assegnati a questo delicatissimo settore sono soltanto due – il dott. Morgia e la dott.ssa Barbaro – entrambi già oberati da altri incarichi. Il risultato? Un carico di lavoro insostenibile, con tempi di attesa che sfiorano l’assurdo.
Le prime udienze dei pignoramenti presso terzi, strumenti fondamentali per consentire ai creditori di recuperare somme di denaro spesso vitali, vengono fissate con rinvii che gridano vendetta: il dott. Morgia calendarizza la prima udienza a un anno di distanza, mentre la dott.ssa Barbaro arriva, addirittura, a fissare date per dicembre 2026.
Una carenza cronica di magistrati – sia togati che onorari – sta quindi generando un vero e proprio blocco delle procedure esecutive. Una paralisi che colpisce duramente non solo gli avvocati e gli operatori del settore, ma, soprattutto, i cittadini, spesso costretti ad attendere anni per vedere riconosciuti i propri diritti e recuperare somme indispensabili per affrontare le spese della vita quotidiana.
Si tratta di una situazione incresciosa e intollerabile, che mina, alle fondamenta, la fiducia nella giustizia e rischia di trasformare il diritto al credito in una chimera. La città e gli addetti ai lavori attendono interventi immediati e concreti: perché la giustizia, quando arriva con anni di ritardo, non è più giustizia.
