Si è svolto ieri a Palazzo D’Amico, a Milazzo, il convegno organizzato da Italia Nostra per ribadire, con fermezza, il proprio “no” alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina.
L’iniziativa, che ha visto come moderatore Leandro Janni, ha avuto la partecipazione del professore ed economista Guido Signorino, dell’ambientalista Anna Giordano, del presidente della sezione locale dell’associazione Guglielmo Maneri e di Annalisa Raffa, presidente della sezione Messina.
La mattinata si è conclusa con l’intervento della presidente regionale di Italia Nostra, Nella Tranchina, che ha lanciato un appello a partecipare alla grande manifestazione contro il ponte prevista a Messina il 29 novembre.
Al centro del dibattito, l’analisi dell’iter amministrativo e tecnico del progetto, che – secondo Signorino – presenta elementi tali da giustificare il recente intervento della Corte dei Conti che ha bloccato l’opera. Signorino, in base alle informazioni assunte, ha tracciato l’iter valutativo che ha spinto i giudici a bloccare il progetto. Tra le ragioni alla base delle perplessità degli organi di controllo vi sarebbero: voci di costo non quantificate negli atti progettuali; altre voci quantificate ma non inserite nel computo metrico; varianti introdotte tramite atti aggiuntivi, senza una valutazione tecnica approfondita. Questi elementi, afferma il docente, avrebbero modificato la natura stessa dell’appalto, violando il Codice dei Contratti e la normativa europea.
Signorino ha, inoltre, sottolineato l’illegittimità di approvare il progetto esecutivo “per step”, definendo la pratica una “parcellizzazione” che altera il bando di gara: “La soluzione progettuale deve essere unica. Un progetto spezzettato è incompatibile con le norme che regolano le gare pubbliche”. Un capitolo centrale dell’intervento riguarda le prescrizioni tecniche ancora irrisolte. Il progetto definitivo – ha ricordato Signorino – contiene 151 prescrizioni, alcune delle quali relative a rischi sismici. Una in particolare riguarda la distanza di uno dei piloni principali da una faglia attiva: il pilone sarebbe collocato a 20 metri dalla linea di faglia, quando, nel 2015 la Protezione Civile ha stabilito un limite di 80 metri di edificabilità assoluta. Secondo Signorino, questo dato rende il progetto definitivamente superato:
“Un progetto che prevede un pilone in prossimità di una faglia non è un progetto definitivo. Andrebbe annullato e rifatto.”
Il docente ha respinto anche la tesi secondo cui la faglia sarebbe inattiva:
“Una faglia può restare quiescente per anni e poi liberare energia al primo stimolo. Il rischio non può essere ignorato.”
Un’ulteriore criticità riguarda la necessità di utilizzare acciai moderni e più performanti rispetto a quelli previsti nel progetto originario. L’aggiornamento dei materiali comporterebbe costi non considerati, rendendo ancora una volta non valido l’attuale progetto definitivo.
L’ambientalista e vincitrice del Goldman Environmental Prize, Anna Giordano, ha, invece, focalizzato la propria analisi sull’impatto del ponte sugli ecosistemi dello Stretto. Lo Stretto è uno dei corridoi migratori più importanti del Mediterraneo. Secondo i dati citati da Giordano: oltre 4 milioni di uccelli attraversano lo Stretto nelle migrazioni notturne, pertanto le luci del ponte potrebbero avere un impatto significativo, disorientando gli uccelli e alterando le rotte migratorie.
Imponente anche la quantità di terra da rimuovere:
17 milioni di metri cubi di inerti da smaltire;
necessari 850.000 viaggi di camion da 20 m³ solo per la movimentazione;
il numero sale a 1.133.000 viaggi utilizzando camion da 15 m³.

Giordano ha evidenziato come questo comporterebbe un gigantesco consumo di acqua per abbattimento delle polveri e lavorazioni, oltre ad un impatto rilevante sulla qualità dell’aria, sul rumore e sulle aree di deposito. A conclusione, come detto, ci si è dati appuntamento per la manifestazione del 29 novembre, un evento che Italia Nostra considera decisivo per riaffermare la contrarietà civile, tecnica e ambientale al ponte sullo Stretto e si spera che, per l’occasione, ci sia una maggiore partecipazione degli studenti delle scuole, ieri terribilmente assenti dal convegno milazzese.
