Perché vogliono eliminare i gatti per il ponte ?

Ma che c’entra, diranno i sipontisti? C’entra, c’entra, sentite qua.
Leggendo infatti le carte aggiornate del progetto definitivo si scopre che per compensare la moria degli uccelli a causa della collisione con il ponte, i progettisti hanno pensato di compensare tale moria aumentando la sopravvivenza degli uccelli, soprattutto i passeriformi, prima del loro arrivo sullo Stretto.
E come si fa?
Semplice! Qual è la minaccia più grave per i passeriformi quando toccano terra, soprattutto nelle isole circumsiciliane? “La predazione da parte dei gatti, tra domestici e ferali”. Cioè in pratica i gatti si mangiano gli uccellini.
E quindi?
Se ci fossero meno gatti ci sarebbero più passeriformi e per ridurre i gatti bisogna sterilizzarli. Da qui l’idea di una sterilizzazione di massa dei gatti nelle 14 isole siciliane.
Caspita! Però così non si evita che migliaia e migliaia di uccelli moriranno lo stesso sbattendo sul ponte, chi sa quante carcasse di uccelli per strada.
Nessun problema, i progettisti hanno pensato pure a quello. E’ stato previsto un efficiente servizio di monitoraggio e rimozione della fauna morta in fase di cantiere e di esercizio.

E come si farà?
Il monitoraggio intorno alla struttura si farà a piedi e “Ci si avvarrà di un cane addestrato ed affiatato con il conduttore” da fare passare almeno una volta a settimana nei periodi di migrazione, almeno 30 minuti prima del sorgere del sole, muovendosi a zig-zag (?), mentre lungo la struttura ci si muoverà con un mezzo a bassa velocità e con rilevazione gps delle carcasse.
Niente è lasciato al caso, possiamo stare tutti tranquilli… tranne i gatti e gli uccelli migratori.

