“Nella consapevolezza che il Ponte sullo Stretto è un’opera che l’intera Ue ci chiede di realizzare, l’intero governo è al lavoro sui primi rilievi della Corte dei conti”
Con questa bugia Matteo Salvini ha risposto ieri al question time a due interrogazioni, di Avs e M5s, sulla bocciatura da parte della Corte dei Conti sul Ponte sullo Stretto.
E’ plausibile che “l’intera Ue ci chiede di realizzare” un’opera rifiutando contestualmente ogni coinvolgimento finanziario?
I fatti
· Il principale programma europeo per infrastrutture pan-europee, il Connecting Europe Facility (CEF-T), non finanzierà la costruzione del ponte.
Nel bilancio UE 2028–2034 approvato, il ponte è esplicitamente escluso perché il CEF finanzia infrastrutture che collegano due paesi diversi: il ponte in questione è interamente in Italia.
· Alcuni osservatori e media italiani segnalano che — anche se in passato l’UE aveva mostrato apertura — oggi la situazione è cambiata: nel nuovo quadro finanziario europeo ufficiale il ponte non rientra tra le opere finanziabili.
Il contribuito reale della UE
- Il progetto è stato incluso come parte del corridoio “Scandinavian–Mediterranean” nei piani europei TEN-T.
- È stato firmato un accordo (“grant agreement”) tra la società concessionaria e l’agenzia europea competente (CINEA) per co-finanziare la progettazione esecutiva della parte ferroviaria del ponte: circa 25 milioni di euro sono stati stanziati come contributo a fondo perduto per coprire metà dei costi di progettazione ferroviaria.
In sostanza: l’UE ha finanziato una parte preliminare e progettuale dell’opera (studio, progettazione), limitatamente alla rete ferroviaria, escludendo ogni altro intervento finanziario.
