Con Anima Mundi: il respiro del vulcano, mostra pittorica inaugurata ieri pomeriggio a Spazio MaCos di Mamy Costa, Claudia Tripiciano presenta un percorso espositivo profondamente intimo e, al tempo stesso, universale. Al centro della mostra vi è il rapporto viscerale dell’artista con il vulcano Stromboli, presenza viva e pulsante che diventa interlocutore, specchio e forza generativa del suo processo creativo.

Stromboli non è qui rappresentato come semplice soggetto paesaggistico, ma come entità primaria, dotata di un proprio ritmo e di una propria voce. Il vulcano si manifesta come respiro, battito, energia originaria con cui l’artista entra in relazione diretta. Le opere in mostra attraversano le diverse fasi di questa esperienza personale: dall’impatto iniziale, fatto di attrazione e timore, fino a una progressiva immersione che si trasforma in ascolto, dialogo e consapevolezza.

Il percorso espositivo si sviluppa come un racconto per stratificazioni emotive e materiche. Nei lavori iniziali emergono tensione, forza e instabilità: segni incisivi, cromie profonde, materie dense evocano la potenza primordiale del vulcano e la sua imprevedibilità. Successivamente, il linguaggio visivo si apre a una dimensione più meditativa, in cui il gesto si fa più rarefatto e il colore diventa spazio di sospensione, come se l’artista avesse imparato a sincronizzarsi con il tempo lento e ciclico della natura.

In Anima Mundi: il respiro del vulcano, la pittura di Claudia Tripiciano si configura come un atto di attraversamento. Ogni opera è una soglia che registra un momento di trasformazione interiore, un passaggio tra il fuori e il dentro, tra l’esperienza fisica del luogo e la sua rielaborazione simbolica. Il vulcano diventa così metafora di un processo più ampio: quello della ricerca di equilibrio tra forze opposte, tra distruzione e generazione, silenzio ed esplosione.

Il titolo della mostra richiama l’antico concetto di Anima Mundi, l’anima del mondo, suggerendo una visione in cui ogni elemento è connesso. In questo senso, Stromboli non è solo un luogo, ma un centro energetico in cui l’artista riconosce una corrispondenza profonda con la propria interiorità. La materia pittorica sembra farsi corpo vivo, capace di trattenere il respiro della terra e restituirlo allo spettatore sotto forma di vibrazione sensibile.

La mostra si presenta come un’esperienza immersiva e contemplativa, in cui il pubblico è invitato a percorrere le stesse fasi attraversate dall’artista: avvicinarsi, ascoltare, lasciarsi trasformare. Anima Mundi: il respiro del vulcano diventa così un invito a riconoscere la forza della natura non come elemento esterno da dominare, ma come presenza con cui entrare in relazione, riscoprendo, attraverso l’arte, un senso di appartenenza profonda al mondo.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 20 dicembre.