Nelle ultime 48 ore si è registrata una nuova e grave escalation delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania e nel sud del Libano, con un pesante bilancio umano, in gran parte composto da donne e bambini, e con vaste distruzioni di infrastrutture civili e la pace che appare sempre più lontana. La Striscia di Gaza è stata teatro di raid aerei intensi e continui, sia sabato che ieri. Secondo il Ministero della Sanità di Gaza, nelle ultime 24 ore gli ospedali hanno ricevuto 26 morti e 68 feriti, mentre molte persone risultano ancora intrappolate sotto le macerie, irraggiungibili dai soccorritori a causa dell’intensità dei bombardamenti. Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco dell’11 ottobre 2025, le violazioni israeliane hanno causato 523 morti, 1.443 feriti.

Il bilancio complessivo dall’inizio dell’offensiva del 7 ottobre 2023 è salito a 71.795 palestinesi uccisi e 171.551 feriti. Tra gli attacchi più gravi delle ultime ore, un raid aereo israeliano ha colpito una sede della polizia nel quartiere Sheikh Radwan di Gaza City, provocando numerose vittime. Testimonianze e immagini mostrano cittadini impegnati nell’estrazione di corpi e feriti dalle macerie. Scene di dolore estremo hanno accompagnato la giornata domenicale. In Cisgiordania, le forze di occupazione israeliane hanno condotto decine di incursioni in città, villaggi e campi profughi, tra cui Jenin, Ramallah, Hebron, Betlemme, Nablus e Tubas. Le operazioni hanno incluso perquisizioni domiciliari, arresti, chiusure di ingressi urbani, uso di proiettili veri e bombe assordanti. Si sono, inoltre, registrati attacchi di coloni armati, con colpi d’arma da fuoco contro veicoli civili, che hanno causato feriti.

Nel sud del Libano, l’aviazione israeliana ha colpito le aree circostanti la città di Maaroub, mentre nella località di Qennarit un drone israeliano ha preso di mira un bulldozer impegnato nella rimozione delle macerie di un complesso residenziale precedentemente distrutto. Secondo fonti locali, questi attacchi non rappresentano episodi isolati, ma una strategia deliberata volta a impedire la ricostruzione e a colpire le capacità civili e infrastrutturali del Libano, compromettendo il diritto del Paese alla ripresa e alla piena sovranità sul proprio territorio.

Le autorità sanitarie di Gaza hanno, inoltre , lanciato l’allarme sulle conseguenze sanitarie a lungo termine dell’offensiva: nel 2025 sono state registrate migliaia di nascite premature, neonati sottopeso e decessi fetali, attribuiti allo stress estremo delle madri e alla sistematica negazione delle cure mediche di base.

Mentre i bombardamenti e le incursioni proseguono senza sosta, la situazione umanitaria nei territori palestinesi e nel sud del Libano continua a deteriorarsi rapidamente, con la popolazione civile che paga il prezzo più alto di un conflitto che, nelle ultime ore, ha conosciuto una nuova e drammatica intensificazione.