E’ stato un omaggio carico di emozione e memoria, quello che, dal 13 al 16 febbraio, ha animato il Parco Levante di Livorno, dove si è svolta la mostra “10 Per Sempre”, ideata e curata da Miki Garzelli, responsabile del museo Collezione Cuore Amaranto.

L’iniziativa nasce per celebrare Igor Protti, nel segno del compleanno amaranto del Livorno, che festeggia 111 anni di storia calcistica. Un tributo sentito a uno dei calciatori più amati della tradizione italiana e simbolo indelebile del popolo livornese e messinese.
Nel pomeriggio di sabato il figlio di Protti, Nicholas, ha ricevuto, dalla Società Cooperativa Calcio Messina, un omaggio, a nome del padre, impossibilitato a presenziare per motivi di salute.
Un momento intenso e partecipato, nel segno di quel legame viscerale che, ancora oggi, unisce generazioni di tifosi livornesi e messinesi al loro comune bomber.
Presente per la Cooperativa Calcio Messina, Alessandro Certo, che ha dichiarato: «Ci sono storie di cui non basterebbe un libro per raccontarle perché attraversano generazioni di generazioni. Di certo Igor non ha bisogno di presentazioni e, difatti, l’evento “10 per sempre” racchiude tutto il significato, la fede e la passione che si rinnovava ogni domenica su quei gradoni dello stadio. Se ancora oggi siamo qui come tifosi ad omaggiarlo vorrà pur dire qualcosa: è un legame talmente viscerale che riesce a farti provare forti emozioni. L’epopea di Protti rappresenta uno dei capitoli più importanti del nostro calcio italiano: possiamo definirlo uno tra gli ultimi eroi romantici, in un’epoca in cui il calcio era fatto di fatica, sudore, passione e appartenenza. Era simbolo di un calcio genuino, un leader silenzioso che ovunque ha onorato la propria maglia, diventando meritamente una leggenda del calcio italiano».
Parole che sintetizzano, perfettamente, ciò che Protti ha rappresentato dentro e fuori dal campo. Attaccante generoso, carismatico e dotato di grande fiuto del gol, Protti ha attraversato stagioni importanti del calcio italiano. Dopo le esperienze iniziali tra le serie minori e l’affermazione con il Bari – dove conquistò anche il titolo di capocannoniere in Serie A – il suo nome si è legato in modo profondo a due piazze: Livorno e Messina. Se Livorno è stata la sua casa calcistica e il luogo dove è diventato un’icona assoluta, è a Messina che Protti ha scritto pagine altrettanto significative, contribuendo in modo decisivo alla crescita e all’identità della squadra siciliana. Con la maglia della Messina, Protti ha incarnato lo spirito di sacrificio e appartenenza che da sempre contraddistingue la piazza peloritana. A Messina non è stato soltanto un attaccante prolifico, ma un vero punto di riferimento tecnico e umano. Le sue reti, spesso decisive, hanno alimentato sogni e ambizioni, diventando patrimonio collettivo di un’intera tifoseria. In un calcio ancora lontano dalle logiche esasperate del business moderno, Protti rappresentava il modello del professionista autentico: lavoro quotidiano, rispetto per la maglia e totale dedizione alla causa. Non un personaggio sopra le righe, ma un leader silenzioso capace di trascinare con l’esempio.

Il suo contributo è stato determinante nel rafforzare la tradizione calcistica messinese, tanto che la Società Cooperativa Calcio Messina, sempre attenta alle iniziative sportive e sociali, non poteva mancare all’appuntamento livornese, omaggiando uno dei pilastri fondamentali della propria storia. Il titolo della mostra racchiude un simbolo: il numero 10, quello dei fantasisti, dei leader, dei giocatori che fanno la differenza.
Per Livorno e per Messina, Protti non è stato soltanto un numero di maglia, ma un’idea di calcio. “10 Per Sempre” non è stato soltanto un evento espositivo, ma un atto d’amore verso un uomo che ha saputo unire città diverse sotto il segno della passione autentica e che, oggi, sta lottando una dura battaglia contro la malattia, nell’attesa di segnare il suo gol più importante: la guarigione!
