Raccontare la sfida tra Messina e Gelbison, culminata nella quarta sconfitta consecutiva casalinga, non è semplice.

La difficoltà maggiore risiede nel mantenere lucidità analitica in un momento particolarmente delicato per il calcio messinese.

I numeri, del resto, sono inequivocabili: nessuna vittoria nelle ultime sette gare. L’ultimo successo risale all’1 febbraio contro il Paternò, quando in panchina sedeva ancora Parisi. Anche in quell’occasione, tuttavia, si trattò di una vittoria sofferta, arrivata probabilmente grazie a un episodio favorevole. Nel corso di questa stagione, ogni volta che il Messina ha avuto l’opportunità di allontanarsi dalle zone basse della classifica, è puntualmente inciampato, rimanendo invischiato nelle ultime posizioni. Un copione che si ripete e che continua a generare inevitabile amarezza tra i tifosi che stanno tornando a disertare lo stadio. Le responsabilità, a questo punto, non possono essere attribuite esclusivamente allo staff tecnico o ai giocatori. Anche la società è chiamata a rispondere di alcune scelte discutibili. Emblematico è il caso di Kaprof, giocatore su cui è stato investito un ingaggio importante — circa 7.000 euro — ma che finora ha collezionato, solo nella gara odierna, appena 12 minuti dal suo arrivo in giallorosso. Una gestione che solleva interrogativi sull’efficacia delle strategie societarie. 

Altra considerazione prima di narrare la cronaca del campo:

la scelta della società di limitare i commenti negativi sui social, in particolare su Facebook, una decisione che richiama pratiche già viste in passato. Il diritto di critica, purché espresso nei limiti del rispetto, non dovrebbe essere ostacolato. I tifosi meritano ascolto e considerazione: da oltre vent’anni sostengono la squadra, contribuendo economicamente e moralmente, senza ricevere adeguate soddisfazioni.

Ma tornando al calcio giocato…

Si va così all’intervallo sul punteggio di 1-0.

Nella ripresa, però, cambia completamente l’inerzia del match. Il Messina rientra in campo senza la giusta intensità, mentre la Gelbison trova il pareggio alla prima vera occasione: Liurni va a segno sfruttando una disattenzione difensiva sul lato di De Caro, apparso in ritardo nella chiusura. Ed è proprio da quella corsia che nasce anche il gol del sorpasso: De Martino, lasciato completamente libero in area, raccoglie una respinta della difesa giallorossa e firma il 2-1. A questo punto Feola prova a cambiare qualcosa inserendo Saverino, Tedesco e Zerbo. Quest’ultimo si mette in mostra con qualche giocata di tacco, ma si tratta di iniziative poco utili nell’economia della gara, quasi fuori contesto rispetto al momento della squadra. Nel finale trova spazio anche Kaprof, presentato come uno dei colpi più interessanti del mercato, ma il talento sudamericano appare evanescente e incapace di incidere.

Nell’economia della partita resta qualche episodio dubbio, come la mancata concessione di un calcio d’angolo al Messina nell’azione che precede il gol del 2-1. Tuttavia, sarebbe riduttivo aggrapparsi a questi dettagli. La sensazione, infatti, è quella di una squadra ormai priva di mordente, confusa e senza una chiara direzione. E anche dalla panchina, Feola sembra non riuscire a trovare le soluzioni per invertire una tendenza sempre più preoccupante. A fine gara oltre alla contestazione ed i fischi, un gruppo di tifosi ha presidiato l’uscita dello stadio per oltre un’ora. I capi ultras hanno, così, ottenuto un confronto con tecnico e squadra.

Contestazione davanti lo Stadio

Non si esclude un ulteriore cambio tecnico della panchina.