Lavori avviati e abbandonati, strade smontate e rifatte, ritardi al primo acquazzone: cresce la protesta nel borgo messinese
Quello che sta accadendo nei cantieri di Torre Faro non è più tollerabile.
Nel borgo, con la stagione turistica alle porte (guerra permettendo), si assiste da settimane a un continuo “fare e disfare” che sta mettendo a dura prova la quotidianità di residenti e attività commerciali.
In via Primo Palazzo i lavori vengono avviati per poi essere lasciati incompiuti, con aree di cantiere abbandonate e nessuna chiarezza sui tempi di ripresa. Le mattonelle posate con fatica vengono rimosse a distanza di pochi giorni, alimentando lo sconcerto tra i cittadini.
Non va meglio in via Cariddi, dove basta una giornata di pioggia per bloccare i lavori a tempo indeterminato. Una fragilità organizzativa che evidenzia una programmazione carente e una gestione dei cantieri inefficiente.
Ma i disagi non si fermano alla polvere e al traffico.
A pagare il prezzo più alto sono i commercianti, che vedono avvicinarsi la stagione turistica con il timore concreto di perdite economiche, e i residenti, costretti ogni giorno a muoversi tra ostacoli e percorsi improvvisati per rientrare nelle proprie abitazioni.


La pazienza della comunità è ormai esaurita.
Torre Faro, borgo simbolo del territorio, merita interventi seri, tempi certi e un’amministrazione capace di garantire rispetto per chi vive e lavora in queste strade.
Amministrare un territorio significa anche questo: tutelare il tempo, il lavoro e la dignità dei cittadini. E oggi, a Torre Faro, tutto questo sembra mancare.

La richiesta è chiara: serve un cambio di passo immediato.
I cittadini non sono più disposti ad aspettare in silenzio e se ne fa interprete Mariella Valbruzzi, candidata Presidente della Circoscrizione che evidenzia:
“Abitiamo lungo la Via dei Miti, è vero. Ma non avremmo mai pensato di dover rivivere ogni giorno quello della Tela di Penelope.”
