È stata inaugurata ieri pomeriggio, negli spazi di Spazioquattro, la mostra fotografica “Ultreia” di Rocco Luvarà, un intenso racconto per immagini dedicato all’esperienza del Cammino di Santiago vissuta dall’autore tra giugno e luglio del 2024. Un progetto che unisce fotografia, memoria e spiritualità, trasformando il viaggio in una narrazione condivisa capace di parlare a chiunque abbia sperimentato il bisogno di mettersi in cammino, dentro e fuori se stesso.


Il titolo della mostra richiama l’antico saluto dei pellegrini diretti a Santiago de Compostela: “Ultreia”, espressione medievale che significa “andare oltre”, “proseguire”. Un invito che attraversa l’intero percorso espositivo e che trova piena corrispondenza nelle immagini selezionate da Luvarà, fotografie che raccontano paesaggi, incontri, silenzi, stanchezza e rinascita lungo uno dei percorsi spirituali più celebri del mondo.
Ad accompagnare la mostra anche il diario di viaggio “Passo dopo passo”, scritto dallo stesso autore, un resoconto personale e autentico dell’esperienza vissuta lungo il Cammino. Tra pagine intime e riflessioni quotidiane, il testo restituisce il senso più profondo del pellegrinaggio: la scoperta della lentezza, dell’essenzialità e del valore umano degli incontri.
Nel corso dell’inaugurazione, molto partecipata, è intervenuto anche Salvatore Arrigo, addetto stampa dell’associazione trekking “Camminare i Peloritani”, che ha offerto una riflessione sul significato del “Cammino dell’anima”. Nel suo intervento ha sottolineato come il pellegrinaggio rappresenti oggi non soltanto un’esperienza fisica o sportiva, ma soprattutto un percorso interiore, capace di riportare l’uomo a una dimensione più autentica e consapevole del vivere.

La mostra si propone così non soltanto come esposizione fotografica, ma come esperienza emotiva e culturale, in cui immagini e parole dialogano continuamente. Ogni scatto diventa frammento di un itinerario umano fatto di fatica, contemplazione e ricerca personale, mentre il diario amplia il racconto offrendo al visitatore la possibilità di entrare nel vissuto più profondo dell’autore.
“Ultreia” invita lo spettatore a rallentare, osservare e lasciarsi attraversare dal senso del viaggio. Un percorso che, proprio come il Cammino di Santiago, non si conclude con una meta geografica, ma continua dentro ciascuno di noi, passo dopo passo.
