La notizia dell’inchiesta per corruzione relativamente al ponte sullo Stretto di una gravità inaudita ed a nulla servono le dichiarazioni della società Stretto di Messina sulla presunta totale estraneità della società dai fatti contestati ai tre indagati.

Sono almeno tre i motivi di grave preoccupazione che emergono dall’inchiesta:


1. si ipotizza il tentativo di condizionare un organo di rilievo costituzionale come la Corte dei conti, con il tentativo di corrompere chi esercita funzioni giudiziarie e di controllo e violandone l’autonomia e l’indipendenza tutelata dalla Costituzione;


2. si parla ancora una volta di corruzione e malaffare a proposito di una grande opera pubblica, in questo caso il ponte sullo stretto di Messina, per la quale si immobilizzano e si sprecano ingenti somme di denaro pubblico che potrebbero invece essere utilizzate per tante opere di cui il territorio ha realmente bisogno;


3. alcune delle persone coinvolte nell’inchiesta non sono di secondo piano ma sono figure apicali di organismi dello Stato e di società pubbliche.

Per questi motivi il comitato Noponte Capo Peloro ha deciso di scendere in piazza Sabato 13 giugno alle 18,30 chiedendo ai cittadini di sottoscrivere una richiesta di immediate dimissioni degli organismi direttivi della Stretto di Messina, ovvero presidente, amministratore delegato, cda e, visto il coinvolgimento nelle indagini del procedimento relativo ad illeciti penali di un amministratore della Stretto di Messina S.p.A, l’assunzione di un provvedimento cautelare che disponga l’amministrazione giudiziaria di questa società per azioni con, in prospettiva, la liquidazione della stessa.