A più di un mese dalla retrocessione in Eccellenza, la Società Cooperativa Calcio Messina rompe il silenzio e interviene, pubblicamente, sulla situazione dell’ACR Messina, con un lungo comunicato nel quale chiede un profondo cambiamento nella gestione societaria e un maggiore coinvolgimento della tifoseria nelle scelte future del club. Il documento arriva in un momento di grande incertezza per il calcio cittadino, dopo una stagione conclusasi nel peggiore dei modi con la discesa sul campo in Eccellenza, definita dalla stessa Cooperativa «l’evento più umiliante dell’ultracentenaria storia del Messina».

I tifosi organizzati prendono atto delle dichiarazioni del presidente Justin Davis, che nei giorni scorsi aveva parlato di «ferita ancora aperta», annunciando un ritiro fissato per il 20 luglio e la disponibilità di un budget importante per allestire una squadra competitiva sia in Serie D sia in Eccellenza. Tuttavia, per la SCC Messina, le parole non bastano. «Ad oggi abbiamo una sola certezza: il diritto di partecipare al campionato di Eccellenza», sottolinea il comunicato, che evidenzia come, a distanza di oltre un mese dalla retrocessione, non vi siano stati cambiamenti significativi nell’organigramma societario. La Cooperativa punta il dito contro la permanenza di dirigenti ritenuti corresponsabili del fallimento sportivo, denunciando l’assenza di un vero “repulisti” interno.

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Uno dei punti centrali del documento riguarda la necessità di costruire una governance solida e competente. Secondo la SCC Messina, il caos gestionale degli ultimi mesi è stato causato anche dall’assenza di un organigramma chiaro e di figure professionali qualificate.

La proposta è quella di nominare un direttore generale di alto profilo, stabilmente presente in città e in grado di coordinare la struttura societaria. La Cooperativa critica, inoltre, la gestione della comunicazione da parte del club, ritenendo inaccettabile il mancato confronto pubblico dopo la retrocessione. Secondo i rappresentanti dei tifosi, la proprietà e la dirigenza devono garantire una comunicazione costante, trasparente e diretta con la piazza, soprattutto in un contesto segnato da oltre vent’anni di delusioni sportive e societarie.

«Il silenzio aumenta il sospetto e la disaffezione», scrive la SCC, chiedendo un netto cambio di passo nei rapporti con la tifoseria. Nel comunicato viene, inoltre, ricordata la proposta di partnership avanzata dalla Cooperativa alla nuova proprietà dell’ACR Messina nel gennaio 2026. L’obiettivo era creare un sistema di rappresentanza democratica attraverso il quale i tifosi potessero contribuire con le proprie competenze professionali e la propria passione alla crescita del club. Una proposta che, secondo la SCC Messina, sarebbe stata non solo respinta, ma addirittura mai discussa in un incontro con i proprietari. Non mancano, tuttavia, elementi di apprezzamento nei confronti della proprietà. La Cooperativa valuta positivamente l’investimento nel calcio a cinque e la trasformazione del Messina Futsal in ACR Messina Futsal 1900, interpretandola come un segnale di visione e radicamento nel territorio. Infine, viene rivolto un appello all’amministrazione comunale. La SCC Messina, che rappresenta diverse centinaia di sostenitori biancoscudati, chiede di poter partecipare ad un incontro con il sindaco Federico Basile per discutere il piano di rilancio del club. Il messaggio conclusivo è chiaro: «Il Messina non può essere considerato un bene privato, ma un bene comune». Da qui l’invito ai tifosi delusi e disaffezionati ad aderire alla Cooperativa: «Più siamo, più contiamo».

Un nuovo appello alla partecipazione e alla responsabilità collettiva, mentre il futuro dell’ACR Messina resta ancora tutto da scrivere.