Nuova ondata di richiami alimentari in Italia negli ultimi giorno. Il Ministero della Salute ha diffuso diversi provvedimenti riguardanti prodotti caseari, ittici e derivati del mais, invitando i consumatori a non mangiare i lotti interessati ed a restituirli ai punti vendita. Tra i casi più discussi c’è quello dei formaggi biologici Sopravvissani dell’Azienda Agricola Scolastici Roberto, i cui avvisi di richiamo sono stati successivamente rimossi dal sito ministeriale senza alcuna spiegazione ufficiale. Il Ministero aveva inizialmente segnalato il ritiro di diversi lotti di formaggi a marchio Scolastici Roberto, prodotti con latte di pecora sopravvissana, motivando il provvedimento con la dicitura: «Prodotti commercializzati da uno stabilimento con riconoscimento CE sospeso». La formulazione, tuttavia, non implica necessariamente un rischio sanitario per i consumatori, ma evidenzia un problema di natura amministrativa legato all’autorizzazione alla commercializzazione. L’azienda ha precisato che il marchio CE non è stato sospeso dall’autorità sanitaria competente, ma che si è trattato di «una scelta prettamente aziendale e volontaria legata alla gestione burocratica richiesta dal marchio CE». Secondo l’azienda, la maggior parte dei prodotti viene commercializzata nel punto vendita aziendale di Macereto, rendendo non più necessaria la certificazione destinata alla distribuzione su larga scala, fuori regione o all’estero. I lotti interessati comprendono:
* Ricotta Sopravvissana salata: lotti 1/26, 05/26, 08/26, 16/26, 19/26 e 22/26;

* Cacio Sopravvissano affinato in grotta: lotti 61/25, 62/25, 106/25 e 05/26;
* Cacio Sopravvissano all’elicriso: lotto 01/26;
* Cacio Sopravvissano al peperoncino: lotto 12/26;
* Cacio Sopravvissano barriccato al Merlot: lotto 74/25;
* Cacio Sopravvissano stagionato nel fieno: lotti 73/25, 103/25, 03/26 e 15/26;
* Cacio Sopravvissano affumicato: lotti 74/25, 105/25, 02/26 e 17/26;
* Cacio Sopravvissano al limone: lotti 74/25 e 13/26.
A titolo precauzionale, il Ministero aveva comunque raccomandato di non consumare i prodotti e di riportarli ai punti vendita.
Tra i prodotti ittici vige il richiamo per un lotto di tentacoli di polpo oceanico tagliati, scottati e congelati a marchio Platinium Premium. Il motivo è la possibile presenza di corpi estranei metallici. Il prodotto, venduto in confezioni da 400 grammi, appartiene al lotto INDON/25/227 (riportato in etichetta come «227») con termine minimo di conservazione fissato al 1° ottobre 2028.
Si registra, altresì, un nuovo richiamo per la polenta a grana fine fioretto macinata a pietra a marchio Mulino Marello.


Il prodotto, venduto in confezioni da 750 grammi, lotto PF02126 e TMC 30 aprile 2027, è stato ritirato per la presenza di aflatossine superiori ai limiti consentiti dalla normativa. Le aflatossine sono sostanze tossiche prodotte da alcune muffe e possono rappresentare un rischio per la salute, soprattutto in caso di esposizioni prolungate. Anche in questo caso il Ministero raccomanda di non consumare il prodotto e di restituirlo al punto vendita. Particolarmente delicato il richiamo di un lotto di latterini interi surgelati a marchio Finofish.

Le analisi hanno rilevato concentrazioni di PFOS e della somma di PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS superiori ai limiti di legge. Il prodotto è commercializzato in confezioni da un chilogrammo, lotto 250425 e TMC 25 aprile 2027. I PFAS, noti anche come «inquinanti eterni», sono sostanze chimiche persistenti nell’ambiente e nell’organismo umano e sono al centro dell’attenzione scientifica internazionale per i possibili effetti sulla salute. Le autorità sanitarie raccomandano ai cittadini di verificare i lotti dei prodotti acquistati, evitare il consumo degli alimenti interessati dai richiami e procedere alla restituzione presso i punti vendita.
La vicenda dei formaggi Sopravvissani, con la successiva scomparsa degli avvisi dal sito del Ministero della Salute e l’assenza di spiegazioni ufficiali, riaccende, inoltre, il dibattito sulla trasparenza delle comunicazioni istituzionali in materia di sicurezza alimentare e sulla necessità di garantire ai consumatori informazioni tempestive, complete e facilmente accessibili.
