Il Trofeo Mike Morra di Capaci regala le prime indicazioni sul nuovo Messina di Alfio Torrisi.

Zero gol subiti contro l’Athletic Palermo, vittoria ai rigori, poi l’1-1 con l’Arandina ed una squadra che mostra già carattere, intensità e identità. Il risultato conta fino ad un certo punto, soprattutto quando il calendario segna appena tre allenamenti nelle gambe. Eppure il primo Messina della stagione ha già lasciato intravedere qualcosa di importante. Nel primo test contro l’Athletic Palermo reti inviolate nei 45 minuti, dopo una partita equilibrata. I rosanero hanno prodotto qualcosa in più sotto il profilo delle conclusioni verso la porta, ma il divario di categoria si è visto molto meno del previsto.

La squadra di Alfio Torrisi ha risposto con ordine, compattezza e spirito di sacrificio, concedendo poco e mostrando una fase difensiva già piuttosto organizzata. Come previsto dal regolamento del triangolare, la sfida è stata decisa ai calci di rigore, dove il Messina ha avuto la meglio imponendosi 3-1, conquistando così il primo successo della nuova stagione. Tra i volti nuovi si è messo immediatamente in evidenza Salvatore Doni, un vero mastino nel governare la difesa peloritana. Molto positiva anche la prestazione di Aboubacar Langone, che ha impressionato per forza fisica, personalità e presenza in mezzo al campo, confermandosi uno dei prospetti più interessanti della nuova rosa. Davanti ha già fatto intravedere il suo potenziale Pablo Burzio, apparso devastante per movimenti e capacità di tenere costantemente impegnata la difesa avversaria. Ottime sensazioni anche da Andrei Tanasa, autore di una gara di qualità e sostanza. Il romeno ha alzato il livello del centrocampo, offrendo proprio quelle caratteristiche che al Messina sembravano mancare nella passata stagione.

Contro l’Arandina un Messina ancora più maturo. Infatti, l’undici schierato da Torrisi nella seconda gara, contro gli spagnoli dell’Arandina ha mostrato una squadra con maggiore personalità. Infatti, la sensazione è che la formazione schierata nel secondo match possieda maggiore esperienza e maturità. Il possesso è più fluido, la squadra resta corta e, soprattutto, emerge una caratteristica destinata a diventare il marchio di fabbrica del nuovo Messina: la cattiveria agonistica. Torrisi vive la partita con grande partecipazione. Dalla panchina incita continuamente i suoi, pretende intensità e concentrazione. La risposta della squadra è immediata: pressing, raddoppi costanti, contrasti decisi e nessun pallone dato per perso. L’avvio è praticamente perfetto, col Messina che conquista, quasi subito, un calcio di rigore che Oliver Kragl trasforma con la consueta freddezza, portando avanti i giallorossi. L’agonismo è quello delle gare ufficiali. Ne fanno le spese Francesco Giunta, ammonito dopo un intervento deciso, e, poco dopo, anche Dramane Konaté, altro protagonista di un contrasto energico. Al 19′ arriva, però, il pareggio dell’Arandina con Nebreda. Nell’azione del gol qualcosa non funziona: Konaté perde il riferimento difensivo e anche Maniscalco avrebbe, probabilmente, potuto tentare un’uscita più tempestiva. Un episodio che, considerati i pochi allenamenti sostenuti insieme, appare, comunque, fisiologico. Al 27′ Pietro Maniscalco compie una grande parata su calcio piazzato evitando il vantaggio degli spagnoli. Nel finale sono, invece, i giallorossi a sfiorare il successo. Tommaso Bonanno, prima, ed Antonio Palumbo, poi, costruiscono due nitide occasioni, ma in entrambe le circostanze il pallone termina fuori davvero per questione di centimetri. La gara termina sull’1-1 e anche questa volta sono i rigori a decidere la sfida. Stavolta la sorte sorride all’Arandina, che si impone nella serie finale dopo l’errore di Palumbo, autore del sesto tiro dal dischetto.

Al di là dei risultati, la sensazione è che il Messina stia già assumendo una precisa identità.
L’intensità è alta, la squadra pressa con convinzione, raddoppia sistematicamente e affronta ogni contrasto senza timori. Per essere soltanto all’inizio della preparazione atletica, la risposta del gruppo è decisamente confortante. Tra i migliori della serata spiccano Oliver Kragl, sempre leader tecnico della squadra, Salvatore Doni, autentico equilibratore della difesa, Antonio Palumbo, brillante nelle ripartenze ed un treno sulla fascia, Tommaso Bonanno, protagonista di una prova molto solida, ed il capitano Francesco Giunta, esempio di personalità e agonismo. Qualche passaggio a vuoto, invece, per Dramane Konaté, apparso ancora indietro negli automatismi difensivi, ma con buon agonismo e cattiveria.

Con questi presupposti inizia, quindi, il ritiro precampionato a Cascia che si concluderà il 14 agosto.