Gravi carenze igienico-sanitarie, personale non adeguatamente qualificato, un numero di ospiti superiore a quello autorizzato e farmaci scaduti. È quanto sarebbe emerso durante un’ispezione dei Carabinieri del NAS di Catania e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Messina, con il supporto dell’Asp, che ha portato al sequestro preventivo di una comunità alloggio per persone con disabilità psichica nella zona nord della Città Metropolitana di Messina.

Il provvedimento ha interessato una struttura destinata all’accoglienza e all’assistenza di persone fragili. Nel corso dei controlli sarebbero state riscontrate diverse irregolarità, tra cui condizioni igienico-sanitarie ritenute non adeguate, la presenza di operatori ausiliari privi della necessaria qualificazione sanitaria e un numero di ospiti superiore rispetto alla capacità autorizzata.

Tra le contestazioni emerse figurerebbe anche la presenza di numerose confezioni di farmaci scaduti. Al termine degli accertamenti, i 37 ospiti della comunità sono stati trasferiti in altre strutture considerate idonee, così da garantire la prosecuzione dell’assistenza in condizioni ritenute adeguate.

Antonio De Luca

La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema dei controlli sulle strutture che accolgono persone con disabilità e, più in generale, sulla qualità dei servizi rivolti alle fasce più fragili della popolazione. Requisiti strutturali e sanitari, qualificazione del personale e rispetto degli standard autorizzativi rappresentano infatti elementi essenziali per assicurare livelli adeguati di assistenza.

Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca, che ha sottolineato la necessità di «controlli severi e puntuali» nei confronti dei gestori dei servizi rivolti alle persone fragili. Per De Luca, alla corretta gestione delle strutture deve affiancarsi una selezione adeguata del personale e una sua corretta remunerazione.

Il parlamentare messinese ha quindi chiesto all’assessore regionale competente di disporre controlli a tappeto nelle strutture accreditate della Sicilia, con l’obiettivo di verificare il rispetto dei requisiti previsti e la qualità dell’assistenza garantita agli ospiti.

L’ispezione nel Messinese e il successivo trasferimento dei 37 ospiti riaccendono dunque i riflettori sulla necessità di verifiche periodiche e rigorose, soprattutto nei servizi destinati a persone che, per la loro condizione, dipendono quotidianamente dalla qualità e dalla professionalità dell’assistenza ricevuta.