Quando le note di Ennio Morricone incontrano le pietre millenarie del Teatro Antico di Taormina, il risultato non può che essere una serata carica di suggestioni. È quanto accaduto mercoledì 19 agosto con l’Ennio Morricone Tribute, appuntamento del Festival Lirico dei Teatri di Pietra, che ha richiamato al Teatro Antico oltre quattromila spettatori.

Una serata estiva dal clima piacevole, nella quale la magia della location si è presto fusa con quella delle musiche che hanno accompagnato alcune delle pagine più importanti della storia del cinema.

Sul palco orchestra e Coro Lirico Siciliano hanno ripercorso l’universo musicale del compositore romano attraverso alcune delle sue colonne sonore più conosciute: da “Per un pugno di dollari” a “Il buono, il brutto, il cattivo”, da “C’era una volta il West” a “C’era una volta in America”, passando per “Il mio nome è Nessuno”, “Malèna”, “La leggenda del pianista sull’oceano” e “Storia di una capinera”. Melodie diverse tra loro, ma accomunate dalla straordinaria capacità di Morricone di dare voce alle immagini.

A rendere ancora più coinvolgente lo spettacolo, ha contribuito la scenografia. Ai lati del palco venivano, infatti, proiettate le immagini dei film ai quali appartenevano le composizioni eseguite. Cinema e musica tornavano così ad incontrarsi: mentre l’orchestra suonava, sullo sfondo scorrevano scene entrate nell’immaginario collettivo, permettendo, allo spettatore, di immergersi ancora più profondamente nel brano. Di grande livello la prova dell’orchestra, con un lavoro particolarmente apprezzabile degli archi, dei fiati e delle percussioni, chiamati a restituire, dal vivo, le mille sfumature delle orchestrazioni morriconiane. Impeccabile anche il Coro Lirico Siciliano, presente con oltre cinquanta elementi, capace di aggiungere potenza e profondità ad alcune delle pagine musicalmente più suggestive della serata. Il concerto ha riservato spazio anche alla voce, con l’alternarsi dei solisti, prima di lasciare, nel finale, le colonne sonore per rendere omaggio anche alla grande musica italiana, con brani quali “L’immensità”, “Che cosa c’è” e “Se telefonando”.

Gli applausi hanno accompagnato orchestra, coro e solisti verso bis e tris, riportando, ancora una volta, il pubblico dentro l’universo di Morricone. Tra i momenti conclusivi anche “C’era una volta in America” e una nuova esecuzione di “Se telefonando”.

Ed è proprio nel tris che la distanza tra palco e platea si è definitivamente annullata. Il maestro Francesco Perri ha coinvolto gli spettatori invitandoli a battere le mani a tempo.
Per qualche minuto il Teatro Antico è diventato, così, un’unica grande orchestra.

Un colpo d’occhio reso ancora più significativo dalla presenza di numerosissimi turisti stranieri, segno che Morricone non ha confini e non ha bisogno di traduzioni: bastano poche note perché il cinema torni alla memoria, diventando patrimonio della memoria collettiva.