Una serata di sport, divertimento e ricordi giallorossi.
A Montagnareale la finale della quinta edizione del torneo estivo di calcio a 5 ha regalato spettacolo e, soprattutto, un inatteso tuffo nel passato, grazie alla presenza di Alessandro Parisi ed Arturo Di Napoli, due protagonisti del Messina che vent’anni fa faceva sognare un’intera città sui campi della Serie A. Per una sera il piccolo centro nebroideo si è trasformato nel punto d’incontro tra il calcio amatoriale, vissuto con goliardia e voglia di stare insieme, e quello dei grandi palcoscenici.

Le due formazioni finaliste hanno scelto per l’occasione di indossare le maglie di Messico e Inghilterra. Alessandro Parisi ha dato man forte al Messico, mentre, dall’altra parte, Arturo “Re Artù” Di Napoli ha vestito i colori dell’Inghilterra. Dietro la presenza dei due ex calciatori anche due appassionati legati al mondo giallorosso. A coinvolgere Parisi è stato Giuseppe Da Campo, giocatore della formazione dell’Inghilterra, mentre l’arrivo di Di Napoli è stato reso possibile da Alessandro Certo, storico collezionista di maglie e cimeli del calcio messinese. Una sfida nella sfida, dunque, che ha riportato, sullo stesso campo, due calciatori che hanno lasciato un segno importante nella storia recente del Messina. Questa volta, però, niente pressioni, classifiche o punti in palio: soltanto il piacere di giocare e condividere una serata di sport con tanti appassionati.

Alla fine a festeggiare è stato il *Messico di Parisi*, che ha avuto la meglio sull’Inghilterra di Di Napoli conquistando la quinta edizione del torneo. Per Parisi quella di Montagnareale è stata anche l’occasione per ritrovare vecchi amici e un ambiente che già conosceva.

«Conoscevo questo torneo perché ci avevo già partecipato anni fa. È stato un piacere ritrovare tanti amici dopo tanto tempo e trovare la stessa passione. È un torneo goliardico e molto divertente ed è stata davvero una bella serata». Inevitabile tornare con la memoria agli anni della Serie A e a quel Messina capace di compiere una straordinaria scalata nel calcio italiano. Per Parisi, però, ciò che resta di quell’esperienza va ben oltre i risultati ottenuti sul campo. «Della Serie A, oltre alla gioia di averla raggiunta per la prima volta con il Messina, non dimentico tutto quello che questa esperienza mi ha lasciato: i miei figli e soprattutto l’affetto della gente. È qualcosa che mi rimarrà per sempre». Se Parisi ha potuto festeggiare la vittoria, Di Napoli ha accettato la sconfitta con il sorriso e con una battuta sulla goliardica *“aspirina”* riservata al perdente. «…è stato bello, ci siamo divertiti. È un torneo organizzato alla grande e ci hanno accolto come se fossimo a casa nostra. Siamo un po’ stanchi, ma è stata davvero una bella serata». “Re Artù” ha poi sottolineato proprio la dimensione più genuina di manifestazioni come quella di Montagnareale, dove il pallone torna ad essere soprattutto occasione di incontro e divertimento e, parlando delle differenze tra il calcio vissuto durante la sua carriera e quello attuale, Di Napoli ha ricordato come il gioco sia inevitabilmente cambiato: «Oggi ci sono nuove regole e il VAR, che ai miei tempi non c’era. Però rimane uno sport che piace a tutti, che fa impazzire la gente e che sarà sempre seguito». La serata ha riservato un ultimo momento dedicato alla memoria giallorossa. Prima della premiazione Alessandro Certo ha esposto alcune maglie storiche indossate proprio da Parisi e Di Napoli negli anni del Messina in Serie A, cimeli capaci di riportare alla mente una delle pagine più belle della storia calcistica della città. Dalle maglie di Messico e Inghilterra indossate per gioco nella finale di Montagnareale a quelle giallorosse custodite, per vent’anni, come pezzi di storia: passato e presente si sono così incontrati per qualche ora sullo stesso campo. Ed è forse questa l’immagine più significativa della serata. Due ex calciatori abituati agli stadi della Serie A che tornano a rincorrere un pallone in un torneo di provincia, circondati da amici e appassionati, riscoprendo quella dimensione semplice e genuina del calcio che Di Napoli ha sintetizzato con poche parole: «Io mi diverto più qui che nel calcio vero».