Una Piazza dei Vespri Siciliani gremita ha accolto, domenica sera, Sasà Salvaggio, protagonista dell’appuntamento conclusivo della tre giorni di street food organizzata, dall’amministrazione comunale, nella frazione marittima di Saponara.
Il comico palermitano ha dominato la scena per tutta la serata, trascinando il numeroso pubblico presente in uno spettacolo fatto di battute, racconti, imitazioni e continui riferimenti alla Sicilia e alle sue tante contraddizioni. Un repertorio nel quale la comicità si è intrecciata più volte con curiosità linguistiche, storia e cultura popolare.
Grande spazio, inevitabilmente, al dialetto siciliano, con Salvaggio che ha giocato sulle differenze linguistiche e sulle espressioni tipiche dell’Isola, soffermandosi anche sull’origine di alcune parole siciliane e sulle influenze lasciate dalla lunga presenza araba. Una comicità, dunque, non limitata alla semplice battuta, ma capace di recuperare elementi della storia e dell’identità della Sicilia trasformandoli in occasioni per sorridere. Non potevano mancare i riferimenti a Messina e alla messinesità. Salvaggio ha ironizzato anche sulla vicenda del furto delle tavole attribuite ad Antonello da Messina dal Museo Regionale, episodio che ha inevitabilmente offerto materiale alla sua satira.
Particolarmente apprezzato dal pubblico anche il lungo passaggio dedicato alle autostrade siciliane. Partendo dai suoi viaggi in Canada e negli Stati Uniti, Salvaggio ha messo a confronto, con pungente ironia, le grandi arterie stradali nordamericane, spesso caratterizzate da numerose corsie, con le difficoltà quotidiane di chi percorre le principali autostrade dell’Isola. Nel mirino del comico sono finite la Palermo-Mazara del Vallo, la Palermo-Messina e la Catania-Palermo, tra restringimenti, cantieri e tratti nei quali gli automobilisti siciliani sono costretti a viaggiare su una sola corsia.
Un confronto impietoso, ma raccontato con quella capacità tutta siciliana di trasformare disagi e problemi quotidiani in materia per una risata.
È stata proprio la Sicilia, nelle sue mille sfaccettature, il filo conduttore della serata: la lingua, le abitudini, i difetti, i problemi infrastrutturali, l’attualità e quella particolare capacità dei siciliani di ridere persino delle proprie difficoltà.
Tante risate e lunghi applausi hanno accompagnato Sasà Salvaggio, che ha confermato, sul palco di Saponara, una comicità popolare e immediata, ma, allo stesso tempo, arricchita da riferimenti culturali e dall’osservazione della società contemporanea, con una ovazione finale del pubblico presente.
