È stato un viaggio tra nostalgia, ironia e musica quello proposto al Teatro Annibale con lo spettacolo Musica e Televisione – Le più belle colonne sonore della TV, nell’ambito della 53ª Stagione Concertistica dell’Associazione Orchestra da Camera di Messina.

Protagonista Enrico Beruschi, attore e comico milanese, che ha ripercorso la storia del piccolo schermo accompagnato dall’Orchestra da Camera di Messina, diretta dal maestro Michele Amoroso, con Luigi Giachino al pianoforte.

 Dagli anni Cinquanta, quando la televisione entrava timidamente nelle case degli italiani e gli sceneggiati con fondali dipinti facevano sognare mondi lontani, agli anni Sessanta delle grandi trasformazioni sociali, fino all’arrivo della televisione a colori negli anni Settanta. Beruschi ha intrecciato la storia del costume italiano con quella dei programmi entrati nell’immaginario collettivo, da Carosello a Giochi senza frontiere, da Rischiatutto a Domenica In. Non sono mancati i ricordi autobiografici, dalla prima Fiat 500 usata, acquistata con i risparmi e l’aiuto della madre, agli anni trascorsi come impiegato, fino all’esordio nel mondo dello spettacolo. Particolarmente divertente il racconto del primo incontro con la Rai nel 1974 e della nascita di Non Stop, il varietà che nel 1977 rivoluzionò il linguaggio della comicità televisiva.

Beruschi ha ricordato il ruolo di Pippo Baudo, l’esperienza negli studi Rai di Torino e la guida del regista Enzo Trapani. Il viaggio è proseguito negli anni Ottanta, con l’affermazione delle televisioni commerciali e il successo di Drive In. Beruschi ne ha raccontato i retroscena, ricordando come alcuni locali installassero grandi schermi per permettere ai clienti di seguire il programma della domenica sera. Spazio anche alla sua curiosa partecipazione al Festival di Sanremo del 1979, nata, come ha raccontato scherzosamente, dalla «pazza idea di un discografico». Tra un aneddoto e l’altro, la musica ha restituito le atmosfere dei grandi sceneggiati e programmi televisivi: da Mosè di Ennio Morricone a Gamma di Claudio Simonetti, da Cuore con le musiche di Manuel De Sica alle sigle del Maurizio Costanzo Show e della trasmissione di Gigi Marzullo. Non sono mancati richiami a I liceali, Il bello delle donne e alle melodie del grande cinema. Il racconto ha raggiunto gli anni Novanta e la televisione contemporanea, con qualche frecciata alla spettacolarizzazione del dolore e alla presenza sempre più invadente di opinionisti ed esperti nei programmi dedicati alla cronaca. Beruschi ha alternato osservazioni pungenti e battute, ricordando anche il successo del Karaoke di Fiorello.

A sottolineare la ricchezza dei suoi ricordi è stato il maestro Luigi Giachino, al pianoforte, che ha definito l’attore un autentico «serbatoio di aneddoti», scherzando sulla difficoltà di contenerne i racconti entro la durata dello spettacolo.

Ne è venuta fuori una serata nella quale parole e musica, con l’Orchestra da Camera di Messina, ben diretta dal maestro Michele Amoroso, si sono intrecciate per raccontare non soltanto la storia della televisione, ma anche quella degli italiani che davanti al piccolo schermo sono cresciuti. Perché, a volte, bastano poche note di una vecchia sigla per ritrovare un programma, un volto familiare e, insieme, un pezzo della propria vita.