Oggi, al Giovanni Celeste, il Messina affronterà il Mazzarrone.
Ma sarà una domenica diversa dalle altre. Non solo per il ritorno di una gara di calcio al “Giovanni Celeste”, ma per una partita che arriva nel momento forse più delicato di questa nuova avventura societaria, tra la pesantissima penalizzazione di 20 punti, la rabbia della tifoseria organizzata e la volontà della società di non arrendersi.
La decisione del Tribunale Federale ha cancellato in classifica quanto conquistato sul campo, facendo precipitare il Messina dal primo all’ultimo posto. Un provvedimento che la società considera ingiusto e che intende contestare nelle sedi competenti. Anche dalla città sono arrivate manifestazioni di solidarietà, compresa quella del parlamentare Francesco Gallo, che ha auspicato chiarezza sulla vicenda e assicurato il proprio sostegno. Ma accanto alla solidarietà emerge il malcontento dei tifosi. La Curva Sud ha annunciato che non presenzierà alle gare casalinghe, contestando la scelta di disputare le partite al Celeste con il proprio settore inagibile e il costo dei biglietti, arrivato a 18 euro per una partita di Eccellenza. Una protesta che merita rispetto, perché nasce da un disagio reale e da una richiesta di maggiore considerazione verso chi, negli anni, ha continuato a sostenere la maglia anche nei momenti peggiori. Di diverso avviso i tifosi indipendenti dei Malati del Messina ed i gruppi della Gradinata Est, che hanno ribadito la volontà di essere presenti sempre e comunque, pur condividendo alcune critiche alla gestione societaria e ai prezzi. Due modi differenti di vivere la stessa passione, che non dovrebbero trasformarsi in una contrapposizione tra messinesi. In questo clima assumono particolare significato le parole del direttore sportivo Maurizio Pellegrino. Il dirigente ha espresso solidarietà al presidente Justin Davis, ribadendo che il progetto sportivo continuerà nonostante una penalizzazione che cambia radicalmente gli obiettivi stagionali. La squadra, ha assicurato, reagirà sul campo con ancora maggiore determinazione. Pellegrino ha, anche, richiamato tutti alla necessità di restare uniti, evitando quella che ha definito una lotta tra poveri. Un concetto che dovrebbe far riflettere tanto la tifoseria quanto la società. La società deve comprendere che il sostegno popolare non è scontato. Occorrono dialogo, rispetto, prezzi accessibili e scelte capaci di riavvicinare le famiglie e i giovani allo stadio. La tifoseria, dal canto suo, pur nella legittimità di ogni protesta, non dovrebbe perdere di vista il valore di un progetto che sta cercando di restituire dignità sportiva alla città. Il Messina ha già pagato un prezzo altissimo per gli errori del passato. Non può permettersi di pagare anche quello delle divisioni del presente.
Oggi ci sarà chi entrerà al Celeste e chi resterà fuori per protesta.

Ma sarebbe sbagliato misurare l’amore per il Messina attraverso un biglietto acquistato o un posto lasciato vuoto. D’altronde pesano i pochi biglietti messi a disposizione, circa duemila, che ha comportato l’esclusione dei tifosi invalidi che non hanno potuto usufruire dell’accesso gratuito.
Ma l’obiettivo unico di questa giornata, la vera partita da vincere è quella dell’unità. Per vincere sul campo e negli spalti!
