La stagione turistica finisce davvero il 31 agosto?
La domanda riguarda, soprattutto, territori come Taormina, le Isole Eolie e le località della costa tirrenica messinese, dove alberghi, ristoranti e altre attività legate al turismo continuano, spesso, a lavorare anche dopo la conclusione del mese tradizionalmente considerato il cuore dell’estate.

È da questa considerazione che parte l’iniziativa della FISASCAT CISL Messina, che ha presentato un esposto all’Ispettorato Territoriale del Lavoro chiedendo verifiche sui rapporti di lavoro stagionali nel comprensorio di Taormina.

L’attenzione del sindacato è rivolta, in particolare, alle aziende nelle quali alcuni contratti stagionali risultano scaduti il 31 agosto 2026, nonostante l’attività turistica prosegua, in alcuni casi, fino al 31 ottobre. L’obiettivo dichiarato non è quello di formulare accuse preventive nei confronti delle imprese, ma di verificare la corrispondenza tra quanto risulta formalmente dai rapporti di lavoro e ciò che accade concretamente nelle aziende. «Se l’attività prosegue e resta necessario personale, bisogna verificare come viene concretamente coperto questo fabbisogno e quali rapporti di lavoro vengono utilizzati», spiegano Maria Manna, segretaria della FISASCAT CISL Messina, e Pancrazio De Leo. Da qui la richiesta di esaminare contratti individuali, comunicazioni UNILAV, cessazioni, proroghe e rinnovi e, più in generale, le modalità attraverso le quali le imprese assicurano la presenza del personale necessario dopo la scadenza dei rapporti stagionali. Una verifica che può riguardare anche nuove assunzioni, lavoratori extra e prestazioni occasionali. Strumenti che, precisa il sindacato, non devono essere considerati di per sé irregolari: ciò che la FISASCAT chiede è di mettere a confronto la situazione contrattuale con l’effettiva organizzazione del lavoro. La questione, tuttavia, non riguarda soltanto Taormina. Il sindacato richiama una situazione che interessa buona parte del territorio provinciale, dalla costa tirrenica a Milazzo fino alle Isole Eolie, dove la stagionalità rappresenta una componente strutturale dell’occupazione nel turismo e l’attività può continuare ben oltre il periodo centrale dell’estate. Al centro dell’iniziativa c’è infatti un problema più ampio: la continuità occupazionale dei lavoratori stagionali. Per chi riesce a lavorare soltanto pochi mesi all’anno, non per propria scelta ma per la natura stagionale dell’attività, il periodo successivo alla cessazione del rapporto può trasformarsi in una lunga fase di inattività solo parzialmente coperta dall’indennità di disoccupazione. La NASpI prevede infatti, in via generale, una durata rapportata alla contribuzione maturata. Il risultato, sottolinea il sindacato, è particolarmente penalizzante per chi concentra l’attività lavorativa in pochi mesi: ad un periodo di lavoro di tre mesi può corrispondere, in linea teorica, una tutela di circa un mese e mezzo.
Se l’attività prosegue o riprende e l’impresa torna a ricercare personale per le medesime attività stagionali, secondo la FISASCAT occorre verificare se vi siano lavoratori che abbiano maturato il diritto di precedenza alla riassunzione e se tale diritto sia stato, correttamente, preso in considerazione. Il sindacato richiama, infine, gli obiettivi del Patto d’Area per il Lavoro sottoscritto nel 2024, con particolare riferimento alla tutela dei livelli occupazionali e al reinserimento di chi è fuoriuscito dal mercato del lavoro. La FISASCAT CISL Messina si dice disponibile al confronto con imprese, associazioni datoriali e istituzioni, escludendo qualsiasi volontà di generalizzare o di mettere preventivamente sotto accusa il settore. Si attende, ora, la risposta dei rappresentanti di settore affinché chiariscano la situazione occupazionale attuale del settore turistico-stagionale.