La crescita del turismo nella zona jonica della provincia di Messina deve produrre effetti concreti anche sul fronte dell’occupazione, trasformandosi in maggiore durata dei rapporti di lavoro, stabilità, reddito e tutele per i lavoratori. È il messaggio lanciato dalla Fisascat Cisl Messina, che torna a chiedere piena attuazione al Patto d’Area per il Lavoro.

Per il sindacato, a distanza dalla firma dell’accordo è arrivato il momento di verificare concretamente quanto sia stato realizzato e quali misure debbano ancora essere messe in campo. Al centro vi sono, soprattutto, la destagionalizzazione dell’offerta turistica, l’allungamento dei periodi di attività delle strutture ricettive e commerciali, la corretta applicazione dei contratti collettivi, la formazione professionale, la sicurezza e il contrasto al dumping contrattuale.
«Il turismo non può crescere soltanto nei numeri delle presenze e dei fatturati – affermano Maria Manna, segretaria generale della Fisascat Cisl Messina, e Pancrazio Di Leo, segretario zonale – deve crescere anche nella qualità del lavoro. Se il territorio vuole puntare sulla propria vocazione turistica, deve avere il coraggio di investire sulle persone che ogni giorno rendono possibile questo sviluppo».

Uno dei nodi principali indicati dalla Fisascat è proprio quello della durata dell’occupazione. La crescita delle presenze turistiche ed il progressivo ampliamento dei periodi di apertura delle strutture, secondo il sindacato, devono andare di pari passo con un prolungamento effettivo dei contratti di lavoro. L’obiettivo è superare un modello nel quale migliaia di addetti vengono occupati soltanto nei mesi di maggiore afflusso turistico per poi ritrovarsi senza lavoro alla fine della stagione. La destagionalizzazione, sostiene la Fisascat, deve quindi diventare non soltanto una strategia di promozione del territorio, ma una vera e propria *politica del lavoro*.
La Fisascat rivendica, inoltre, il ruolo svolto nella nascita del Patto d’Area. Nel documento originario, ricorda il sindacato, la Fisascat Cisl Messina risulta tra le organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo. Una sottoscrizione che, nelle intenzioni dell’organizzazione, deve ora essere accompagnata da una verifica puntuale degli impegni assunti. «Abbiamo scelto di esserci, di firmare e di assumerci una responsabilità precisa davanti ai lavoratori e al territorio – evidenziano Manna e Di Leo –. Oggi chiediamo che quella firma produca risultati concreti. Non rivendichiamo una medaglia: rivendichiamo che gli impegni assunti diventino fatti». Tra le priorità indicate dal Patto figurano anche il *contrasto al lavoro irregolare e alla concorrenza sleale*, il rispetto dei contratti collettivi di settore, il sostegno all’occupazione durante la bassa stagione, la formazione e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Su questi temi la Fisascat chiede di rilanciare il confronto tra enti locali, organizzazioni datoriali e rappresentanze sindacali, passando dalla fase degli impegni a quella della verifica dei risultati. «La Zona Jonica ha tutte le condizioni per costruire un modello turistico diverso – osserva Pancrazio Di Leo – ma la qualità della destinazione turistica deve andare di pari passo con la qualità dell’occupazione. Non possiamo avere strutture aperte sempre più a lungo e lavoratori occupati sempre per gli stessi pochi mesi». Da qui la richiesta di un monitoraggio puntuale del Patto d’Area, per comprendere quali obiettivi siano stati raggiunti e dove, invece, occorra intervenire. Destagionalizzare, allungare i periodi di lavoro, sostenere l’occupazione e contrastare il dumping sono, secondo la Fisascat, i punti sui quali misurare concretamente l’efficacia dell’accordo.
Il sindacato annuncia quindi l’intenzione di proseguire nel confronto con istituzioni e imprese affinché il Patto non rimanga soltanto un documento programmatico, ma diventi uno strumento capace di incidere sul modello di sviluppo della zona jonica.
«Se cresce il turismo, deve crescere anche il lavoro – concludono Manna e Di Leo –. E deve crescere in durata, qualità, sicurezza, reddito e diritti. La Zona Jonica non può accontentarsi di essere una grande destinazione turistica: deve diventare anche un territorio capace di creare buon lavoro tutto l’anno».
