Una nuova, sorprendente proposta teatrale prenderà piede da quest’anno a Messina: si tratta della stagione 2026/27 de “La Dimora dell’Attore”, concepita dall’attore e regista messinese Giovanni Maria Currò, che ne è anche Presidente e Direttore Artistico.

La sua casa sarà il Teatrino Abam, in via Macello Vecchio 1, proprio sotto le mura di Carlo V. La zona, che fino a qualche anno fa ospitava una baraccopoli, adesso è protagonista di una rinascita a tutto tondo. Ospita infatti una palestra, una scuola di musica e l’Accademia di Belle Arti di Messina, che ha creduto nel progetto e ha fornito una sala da 80 posti.

Il progetto avrà inizio venerdì 13 novembre con “Odisseo Superstar”.

La presentazione ufficiale della stagione ha avuto luogo mercoledì 28 ottobre nel Teatrino Abam ed è stata condotta da Currò e dal Presidente di Rete Latitudini Gigi Spedale. Entrambi si sono mostrati soddisfatti di essere riusciti a portare in città una serie di opere accattivanti e degli attori di spicco nel panorama teatrale nazionale. “In un momento storico del genere aprire un presidio culturale è un azzardo, a Messina lo è ancor di più” ha detto Currò, “quando ho visto questo posto mi sono subito innamorato, qui dentro c’è un’energia positiva”. Lo spazio su cui sorge la scena era totalmente vuoto fino a qualche settimana fa, ma grazie alla sua buona volontà e al lavoro manuale sono state montate impalcature, quinte e fondali. Tutto è pronto, insomma, per il primo appuntamento.

“La funzione pubblica del teatro è quella di stimolare la crescita culturale e sociale”, così si è espresso Gigi Spedale, che ha poi esaltato la caratura degli attori coinvolti: “sono gli stessi che trovate nelle programmazioni del Teatro Stabile di Catania, del Teatro Biondo di Palermo. Siamo felici di sostenere e curare l’organizzazione materiale, amministrativa, burocratica di questi eventi. Non entriamo nel merito della direzione artistica, ma la nostra mission è quella di riportare il teatro nelle piccole comunità. La risposta del pubblico è eccezionale”.

Per questo primo anno saranno messi in scena 7 spettacoli, a cui si può partecipare acquistando un biglietto presso la sede Abam oppure online, cliccando sul link liveticket.it/latitudinirete a partire da novembre. Il costo dell’entrata singola è di 15 euro, mentre l’abbonamento a tutti gli eventi ammonta a 90 euro. Per studenti, accademie che collaborano e altri fruitori che saranno specificati più avanti è prevista una tariffa ridotta di 10 e 60 euro, rispettivamente per singolo spettacolo e abbonamento onnicomprensivo.

ODISSEO SUPERSTAR – VENERDÍ 13 NOVEMBRE ore 21:00

con Andrea Di Falco, Gabriele Manfredi, Andrea Pacelli, Gabriele Rametta e Pierantonio Savo Valente; Regia Collettivo V.A.N. Verso Altre Narrazioni.

È una rilettura ironica e poetica del mito di Ulisse, l’eroe dall’ingegno multiforme che, pur protagonista di imprese straordinarie, resta un uomo comune e mortale. I cinque narratori ripercorrono le sue avventure dalla guerra di Troia al ritorno a Itaca, fino al viaggio oltre le colonne d’Ercole, dando vita a una commedia musicale in cui canto, parola e giochi sonori si intrecciano. Attraverso travestimenti e continui cambi di personaggio, gli attori trasformano la finzione in un gioco teatrale dichiarato, capace di stimolare l’immaginazione e coinvolgere spettatori di ogni età.

LA CANZONE DI ORLANDO (martirio e vendetta dei cristiani a Roncisvalle) – SABATO 19 DICEMBRE 2026 ore 21:00

di e con Giovanni Calcagno; Produzione La Casa dei Santi.

Lo spettacolo rievoca la celebre vicenda medievale della Chanson de Roland. Attraverso il racconto di Giovanni Calcagno, le tecniche della narrazione a braccio della tradizione siciliana e alcuni brani originali in anglo-normanno, prende vita la storia del tradimento di Gano, della tragica battaglia di Roncisvalle e della morte del valoroso Orlando. Sullo sfondo dello scontro tra cristiani e musulmani, il racconto affronta temi ancora attuali come il conflitto tra civiltà, la lealtà e il tradimento, celebrando al tempo stesso la grandezza eroica e la profonda umanità di un guerriero che incontra il proprio destino.

OTELLO & DESDEMONA (o del femminicidio) – SABATO 23 GENNAIO 2027 ore 21:00

con Santi Cicardo e Enrica Volponi Spena; Produzione Officine Teatrali quintArmata/Casa Teatro.

Tratto dall’opera di William Shakespeare, è uno spettacolo che rilegge la tragedia di Otello attraverso una riflessione sulla gelosia, sul possesso e sulla violenza contro le donne. Partendo dalla figura di Iago, artefice del sospetto che travolge il protagonista, la messinscena indaga le responsabilità di un uomo che, accecato dalla gelosia, arriva a uccidere la donna che ama. Attraverso un serrato confronto con il testo shakespeariano, lo spettacolo interroga il confine tra passione e ossessione, mettendo al centro la responsabilità individuale e la tragica attualità del femminicidio.

LA PAPESSA – SABATO 20 FEBBRAIO 2027 ore 21:00

di Andrea Balzola, con Beatrice Schiaffino; Regia Carmen Di Marzo, Produzione Beatrice Schiaffino.

È un lavoro teatrale visionario che racconta la storia di Johanna, una donna che nel IX secolo sfida le convenzioni di un mondo che nega alle donne il diritto alla conoscenza e alla libertà, arrivando a travestirsi da uomo fino a raggiungere il vertice del potere ecclesiastico. Tra storia e leggenda, la sua vicenda si intreccia con l’Arcano II dei Tarocchi, simbolo del sapere nascosto, dell’intuizione e della forza interiore femminile. L’opera è tratta dal progetto Free Women Suite di Balzola e Schiaffino, ed è un inno all’emancipazione e alla libertà di essere sé stessi, una riflessione sulla ribellione agli stereotipi e sul coraggio di affermare la propria identità, ieri come oggi.

LA DIMORA DEGLI INVISIBILI – 19, 20 e 21 MARZO 2027 ore 21:00

di Giovanni Maria Currò, con Gianfranco Quero e Margherita Smedile; Produzione La Dimora dell’Attore.

In una stanza sospesa nel tempo, due anziani coniugi vivono tra ricordi confusi, ospiti immaginari e oggetti che sembrano animarsi, in un fragile tentativo di dare senso alla vita che resta. Tra ironia, assurdo e malinconia, realtà e immaginazione si confondono con la solitudine, la memoria che svanisce e con l’invisibilità di chi sembra ormai dimenticato dal mondo. Con atmosfere oniriche e fiabesche, lo spettacolo accompagna lo spettatore in una tragicommedia poetica e surreale, dove il bisogno di essere visti e ascoltati si scontra con l’indifferenza della società contemporanea. E forse, proprio ai margini del mondo, emerge una certezza: anche quando tutto svanisce, restare insieme è ancora un modo per esistere. Lo spettacolo è stato scritto dallo stesso Presidente della Dimora dell’Attore Giovanni Maria Currò, che lo descrive come “un omaggio alla solitudine e al senso di inutilità che, a fine vita, ogni essere umano prova”.

CIBATE (ovvero, io poco prima che scappo) – SABATO 17 APRILE 2027 ore 21:00

con Francesca Garofalo e Chiara Peritore; testo, scena e regia Rosario Palazzolo; Produzione Teatro Sant’Eugenio.

Un artista, l’autore e regista di questa pièce teatrale, alle prese con il desiderio di smettere di scrivere, di interrogare il mondo e di cercare un dialogo con una società ossessionata dall’apparire e dall’essere rappresentativi. Prima di ritirarsi, decide di affidare il proprio testamento artistico a due giovani attrici e a un aiuto regia, consegnando loro pensieri scomodi, ironia corrosiva e illusioni mai del tutto sconfitte. Nasce così un gioco teatrale provocatorio, tra sarcasmo, fragilità e disincanto, in cui le protagoniste si ritrovano a fare i conti con il fallimento, le contraddizioni e le ferite dell’esistenza. Cibate è un’opera irriverente e spietata, che mette a nudo il rapporto tra arte, identità e società, lasciando sorrisi sulle labbra e lividi nei pensieri.

MEDEA (la stània) – SABATO 15 MAGGIO 2027 ore 21:00

di Chiara Putaggio, con Egle Doria e Luana Rondinelli; Regia Giovanni Carta, Produzione Madè.

Straniera prima ancora che colpevole, Medea è una donna condannata all’esilio, privata delle proprie radici e sospesa tra memoria, dolore e perdita. In un dopoguerra indefinito, tra macerie emotive e identità spezzate, la sua vicenda diventa il riflesso di una guerra interiore in cui umano e divino si confondono. In uno spazio precario, insieme rifugio e prigione, Medea e la sua nutrice attraversano un’esistenza senza approdi, abitata da ricordi che non trovano pace. Una rilettura intensa e visionaria del mito classico, che indaga la solitudine dello straniero, la fragilità dell’identità e la condizione di chi, perdendo ogni appartenenza, si ritrova sospeso tra ciò che è stato e ciò che non potrà più essere.

L’iniziativa della Dimora dell’Attore mira a sviluppare la creatività e la ricerca artistica e a costituire un nuovo punto di riferimento per lo spettacolo dal vivo e per il dialogo tra artisti, pubblico e territorio. L’obiettivo è dunque quello di contribuire alla crescita della scena teatrale e di restituire al teatro il suo ruolo di luogo d’incontro, partecipazione e condivisione, a vantaggio della popolazione della città di Messina.