Il fotografo Rocco Luvarà rende omaggio al maestro dell’attimo decisivo.
C’è un filo sottile che lega Rocco Luvarà a Henri Cartier-Bresson: lo sguardo. Quello sguardo attento, discreto, capace di cogliere il senso di un istante prima che svanisca.

È proprio questo lo spirito che anima la mostra “Sulle orme di Bresson”, allestita negli spazi di Palazzo Zanca, nell’ambito della Biennale di Messina, dal 3 al 13 novembre, un percorso visivo e poetico in 24 scatti in bianco e nero che dialogano con la lezione del grande fotografo francese. Rocco Luvarà, fotografo messinese, da anni coltiva una passione per il bianco e nero, la fotografia di strada e la narrazione silenziosa delle città. In questo progetto, frutto di un viaggio fotografico a Parigi, ha scelto di seguire idealmente le tracce di Cartier-Bresson, percorrendo luoghi da lui amati e osservandoli con una sensibilità contemporanea.
“Non volevo imitarlo,” spiega Luvarà, “ma capire cosa significa oggi fermare un attimo, vivere il tempo attraverso la lente. Il mio obiettivo è restituire quell’equilibrio tra forma, luce e sentimento che Bresson ha insegnato a tutti noi.” Le fotografie di “Sulle orme di Bresson” sono realizzate interamente in bianco e nero, e si distinguono per il forte equilibrio compositivo: linee che si incontrano, ombre che disegnano lo spazio, corpi che attraversano la luce.


Ogni scatto sembra sospeso tra memoria e presente, come se il tempo stesso avesse deciso di concedersi una pausa. In questo senso, la mostra diventa anche un invito a rallentare, a osservare, a lasciarsi sorprendere dal mondo che ci circonda.Con “Sulle orme di Bresson”, Rocco Luvarà non si limita a rendere omaggio a un maestro, ma propone una riflessione sul valore stesso della fotografia. In un’epoca in cui tutto viene scattato e condiviso in un istante, Luvarà ci ricorda che lo sguardo autentico richiede tempo, attesa, silenzio.
E che, a volte, la vera arte è saper vedere — proprio come faceva Henri Cartier-Bresson.
