Nella suggestiva cornice della cripta del Duomo di Messina, è stato presentato il saggio Messina 1955 e l’idea di Europa di Roberto Sciarrone, un’opera che restituisce centralità a un passaggio decisivo della storia europea e al ruolo svolto dalla città dello Stretto nel processo di integrazione continentale.
Ad aprire i lavori, moderati da Domenico Interdonato, è stata Milena Romeo, presidente associazione Antonello da Messina, che ha sottolineato come il volume rappresenti non soltanto una rigorosa ricostruzione storica, ma anche un’occasione di riflessione sull’attualità dell’idea di Europa. Il saggio, infatti, intreccia la memoria della Conferenza di Messina con le grandi sfide politiche e culturali del presente, invitando ad interrogarsi sul senso e sulla missione dell’Europa contemporanea. Un contributo di grande valore è stato offerto dall’ex soprintendente Mirella Vinci, che ha concentrato il suo intervento sugli importanti lavori di recupero storico-architettonico della cripta. In particolare, ha ricordato il restauro della pavimentazione seicentesca, esempio significativo di tutela della stratificazione storica del Duomo e simbolo della continuità tra passato e presente.

La cripta, luogo di memoria e identità, si è così confermata spazio ideale per ospitare un confronto culturale di respiro europeo. Sono seguiti i saluti istituzionali dell’avv. Paolo Vermiglio, che ha rimarcato il valore civile e culturale dell’iniziativa, capace di coniugare storia locale e prospettiva europea. Di grande spessore l’intervento dell’Avv. Giovanni Villari, che ha proposto una lettura storico-giuridica del volume. Villari ha evidenziato come il saggio di Sciarrone ricostruisca, con precisione, il momento di crisi seguito al fallimento della Comunità Europea di Difesa nel 1954, quando l’idea di una rapida integrazione politica sembrò naufragare. Proprio da quella crisi, tuttavia, nacque una nuova consapevolezza che portò alla Conferenza di Messina e a un rilancio del progetto europeo. Il libro dà voce ai protagonisti di quell’epoca e restituisce il senso di urgenza che animò uomini consapevoli della necessità di spezzare definitivamente la spirale dei conflitti nazionali.
A chiudere gli interventi è stato il prof. Dario Caroniti, che ha offerto una riflessione di ampio respiro sul significato più profondo dell’opera, con un excursus storico dell’idea di Europa, unita, nell’antichità dalla lingua latina. Complessivamente, il saggio dimostra che il progetto europeo è fondato su un metodo fatto di coraggio, razionalità e ottimismo. Leggere questo saggio significa riscoprire quel metodo e ricordare che, in ogni epoca, esiste la possibilità – e il dovere – di “scrivere un altro libro” per il futuro dell’Europa e che da ogni fallimento può sempre nascere una nuova vittoria ed un nuovo impulso creativo. La presentazione si è così trasformata in un momento di alta riflessione culturale, capace di unire memoria storica, tutela del patrimonio e visione politica, confermando Messina come luogo simbolico del dialogo europeo, grazie anche, e soprattutto, ad un suo figlio, Gaetano Martino, che dell’Europa può definirsi padre ed ideatore.
L’evento ha visto, anche, la presenza del maestro don Giovanni Lombardo che ha eseguito alcuni brani al pianoforte, tra i quali, non poteva mancare, l’inno europeo.
