Presentato ieri, presso l’aula consiliare del Comune di Villafranca Tirrena, il volume “Messina Romana” della giornalista e ricercatrice Cristina Provenzano.

Gli onori di casa sono stati fatti dal sindaco Giuseppe Cavallaro, a cui ha fatto seguito l’introduzione del dott. Carmelo Micalizzi, già presidente emerito della Comunità Ellenica dello Stretto e socio dell’Associazione Vulcania, organizzatrice dell’evento culturale.

«Cristina ha fatto la differenza con lo studio e la conoscenza delle campagne archeologiche– ha sottolineato Micalizzi – Ha saputo investigare in maniera interessante, conciliando storia, metodo e ricerca, creando un volume che definisce con chiarezza la dimensione del lavoro svolto e che rappresenta un risultato davvero significativo». Il volume, composto da 42 pagine, oltre una sostanziosa bibliografia, è suddiviso in tre capitoli: il primo dedicato a “Messana e le guerre puniche”, il secondo a “Messana durante la tarda Repubblica” e il terzo a “Messana in età imperiale”.

Nel corso del suo intervento, Cristina Provenzano ha illustrato la genesi del volume, evidenziando le difficoltà incontrate durante il percorso di ricerca. L’autrice ha spiegato come il progetto sia nato su iniziativa del presidente della Comunità Ellenica dello Stretto, Daniele Macris, dando avvio a un lavoro di studio e approfondimento svolto tra il Museo di Messina e quello di Atene. «Con questo volume si è cercato di dare luce alla questione romana, un ambito ancora poco approfondito – ha dichiarato l’autrice –.Durante le mie ricerche ho trovato poche fonti, e questo spiega anche l’esiguità del volume, senza però escludere la possibilità di una futura edizione più ampia. Ho cercato anche in contesti diversi, ma non ho trovato molte fonti. Nonostante ciò, ho provato a superare le difficoltà, mettendo insieme tutto il materiale disponibile su quel periodo storico». Infine, l’autrice ha sottolineato l’importanza del lavoro bibliografico: «Mi sono concentrata soprattutto sulle fonti più recenti. Devo dire la verità: sulla Messina romana non c’è tantissimo. Per questo ho cercato di arricchire il più possibile il testo, prendendo spunto da quanto era disponibile».

A conclusione dell’evento, nel dibattito finale è intervenuto il vicepresidente dell’Associazione Vulcania, Natale Puleo, che ha evidenziato, in accordo con l’autrice, la necessità di approfondire ulteriormente il tema del Nauloco. Entrambi hanno condiviso l’idea che una flotta di circa 300 navi non potesse essere concentrata in un’unica baia, ma piuttosto distribuita in più punti lungo il tratto di costa compreso tra Milazzo e Capo Rasocolmo.

Una teoria che resta in attesa di conferme, nella speranza che futuri ritrovamenti archeomarini possano fornire nuovi elementi a sostegno di questa ipotesi.