Perplessi o contrari i “Comitati” spontanei dei cittadini.

Un’accordo che non realizza quasi nulla quello firmato a Palazzo del Governo alla presenza del prefetto Cosima Di Stani, dei vertici delle forze dell’ordine, del Comando provinciale dei vigili del fuoco, dei rappresentanti dei Comuni con una maggiore concentrazione di locali e del presidente della Camera di Commercio di Messina. Presenti ed aderenti, in questa prima fase, Confcommercio Messina, Confesercenti, Fiepet (Federazione italiana esercenti pubblici e turistici) e Federazione italiana imprese balneari.


Il protocollo punta a rafforzare il modello della sicurezza partecipata, coinvolgendo istituzioni, enti locali, cittadini e gestori delle attività in un sistema di collaborazione finalizzato a prevenire situazioni di rischio e garantire maggiore tutela della collettività.

Un ruolo centrale sarà affidato alle associazioni di categoria, chiamate a promuovere la cultura della legalità nei luoghi della socialità e a contrastare il fenomeno della cosiddetta “mala movida”, con particolare attenzione ai più giovani. Le associazioni organizzeranno momenti informativi e campagne di sensibilizzazione rivolte sia ai gestori sia alla clientela, soprattutto giovanile, promuovendo anche la formazione del personale impiegato nei locali.

Con questa premessa abbiamo cercato, speranzosi, il succo delle cose messe in cantiere.
Non abbiamo trovato nulla di concreto salvo una serie di provvedimenti facoltativi e tutti a carico degli esercenti:
alcuni risibili (etilometri a disposizione dei clienti),
altri utili (cartelli esplicativi),
altri ancora interessanti come Videocamere interne ed esterne ai locali (ma è videosorveglianza vera o solo per intimorire?), illuminazione ampia dei parcheggi e delle zone d’ingresso dei locali, vigilanza con metal detector agli ingressi (ma con professionisti autorizzati o semplici buttafuori?).

Superati i dubbi delle misure individuate ci chiediamo che senso abbia il protocollo se tutto resta su basi volontarie ed a carico degli esercenti.
L’unico atto concreto sembra essere una serie di attività di divulgazione e forse anche di preparazione tecnica per gli operatori che le organizzazione di categoria si sarebbero impegnate di attivare.

Ma lo Stato, gli Enti Locali cosa faranno ?
C’è il problema di controlli reali e costanti sulle strade – dal traffico privato di auto e motorini agli assembramenti -;
il controllo degli esercizi – dalla sicurezza delle strutture al rispetto delle normative di conduzione;
la tempestività di soccorsi efficienti in caso di bisogno;
la tranquillità di coloro che abitano nei pressi dei luoghi di movida.

Abbiamo l’impressione che il tutto sia affrontato in un’ottica “securitaria” e con la convinzione che ad ogni fatto negativo corrisponda solo un colpevole: o l’avventore o il gestore.

Il problema per noi è più complesso e parte dalla presa di coscienza e dalla prevenzione, deve coinvolgere tutti se pur rispettando i ruoli di ciascuno.

E’ quanto chiedono, crediamo, molti comitati spontanei.

Riportiamo un comunicato stampa del Comitato IN RIVA ALLO STRETTO – MESSINESI PER IL CAMBIAMENTO:

NON ERA QUELLO CHE CHIEDEVAMO PER LA RIVIERA NORD

Il protocollo d’intesa sulla movida firmato in Prefettura insieme con organizzazioni di categoria e forze dell’ordine non scioglie a nostro avviso alcuni nodi fondamentali che rendono a rischio la movida, soprattutto quella sulla riviera nord di Messina.

Le misure previste,  condivisibili quando si parla d’informazione e formazione, ma non quando accentuano l’aspetto securitario e dirette quasi a colpevolizzare l’avventore dei locali. Le spese per metal detector, etilometro, videosorveglianza, addetti alla sicurezza sarebbe  più utile indirizzarle verso la formazione di Street tutor, molto più efficaci nell’azione fondamentale della prevenzione, piuttosto che per l’utilizzo di strumenti ex post, vedi la videosorveglianza.

E l’ente pubblico? Il dialogo con i residenti? Le responsabilità dei gestori? Gli strumenti pubblici (trasporti, servizi educativi, punti di primo soccorso , ecc) a supporto della movida? La musica fuori controllo?

Riconfermiamo pertanto la necessità, come già richiesto con gli altri comitati della zona Nord, che il Sindaco riconvochi il tavolo tecnico, così come si era impegnato a fare, convocando tutte le parti interessate, prima che l’estate finisca e si rinvii tutto al prossimo anno, come sempre.