La vertenza che riguarda il futuro della centrale A2A di San Filippo del Mela esce dai confini aziendali e diventa una questione che coinvolge l’intero territorio. A lanciare l’allarme è il sindaco del comune tirrenico, Gianni Pino, che ha promosso un incontro con i rappresentanti dei Comuni dell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale per costruire una posizione unitaria a tutela dei lavoratori e del futuro produttivo del sito industriale. L’obiettivo è chiaro: chiedere un’interlocuzione diretta con il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affinché il Governo intervenga per garantire la continuità della centrale attraverso un progetto di riconversione capace di salvaguardare centinaia di posti di lavoro.

Alla conferenza, ospitata nell’aula consiliare del Comune di San Filippo del Mela, hanno preso parte il sindaco di Milazzo Pippo Midili e l’assessore alle Attività produttive del Comune di Pace del Mela, Mario Schepis. «Il futuro dei lavoratori della centrale dipende anche da noi», ha affermato Gianni Pino, sottolineando come le istituzioni locali abbiano il dovere di farsi promotrici di un confronto con i livelli regionali e nazionali per evitare che il territorio paghi un prezzo altissimo in termini occupazionali e produttivi. Il primo cittadino ha ricordato come, negli anni scorsi, A2A avesse manifestato l’intenzione di procedere alla riconversione dell’impianto, un percorso che aveva trovato riscontro anche nella revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), ottenuta nel 2023.
Da qui gli interrogativi posti all’azienda: cosa è cambiato rispetto agli impegni assunti? Perché, oggi, regna un’incertezza che alimenta le preoccupazioni dei lavoratori e delle loro famiglie? A rafforzare i dubbi sulla possibilità di una chiusura dell’impianto è anche un elemento evidenziato dal sindaco: la centrale continua, infatti, a produrre energia elettrica senza interruzioni, operando ventiquattro ore su ventiquattro. Un dato che, secondo Pino, confermerebbe la strategicità del sito per il sistema energetico siciliano e renderebbe difficile immaginare una sua dismissione senza ripercussioni sull’approvvigionamento elettrico dell’Isola. Nel corso dell’incontro è stato, inoltre, richiamato quanto accaduto nei giorni scorsi, quando l’azienda non ha autorizzato lo sciopero dei lavoratori turnisti. Una circostanza che, secondo il sindaco, dimostrerebbe proprio l’importanza operativa della centrale e la necessità di garantire continuità produttiva. Da qui la richiesta di una mobilitazione istituzionale condivisa. Per Pino solo un fronte compatto dei sindaci potrà avere il peso necessario per ottenere un confronto con Regione e Governo ed individuare una soluzione che consenta di mantenere, in attività, il sito anche oltre il 2027, accompagnandolo in un processo di riconversione industriale che preservi i livelli occupazionali. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche rappresentanti delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori, segno di una vertenza che coinvolge non solo il futuro dell’impianto ma anche quello di numerose famiglie dell’intero comprensorio del Milazzese.
