Si è conclusa con un risultato che supera ogni aspettativa la sesta edizione dell’Allinparty – Festival dello Sport Inclusivo aperto a tutti.

Dal 31 luglio al 2 agosto Milazzo ha ospitato tre giornate dedicate allo sport, all’inclusione e alla partecipazione, registrando il più alto numero di presenze nella storia della manifestazione e confermando la costante crescita di un progetto che, anno dopo anno, amplia il proprio impatto sul territorio.

L’edizione 2026 ha segnato un’importante evoluzione del Festival grazie a un format rinnovato, capace di coinvolgere l’intera città attraverso tre diverse location, senza però perdere l’identità che dal 2018 contraddistingue l’Allinparty: promuovere uno sport gratuito, accessibile e realmente condiviso, dove persone con e senza disabilità vivono insieme le stesse esperienze, abbattendo ogni barriera.

Promosso da Mediterranea Eventi, AISM Sicilia e Triptop, con il patrocinio della Città Metropolitana di Messina, del Comune di Milazzo, della Brigata Meccanizzata “Aosta” dell’Esercito Italiano, del Comitato Italiano Paralimpico – Comitato Regionale Sicilia, dell’Università degli Studi di Messina e del Dipartimento Regionale della Protezione Civile della Regione Siciliana, il Festival si è sviluppato grazie alla collaborazione del Movimento Sportivi Milazzesi, del Comitato Nazionale Italiano Fair Play e della Decathlon Foundation.

Oltre sessanta realtà tra istituzioni, federazioni sportive, enti di promozione, associazioni, organizzazioni di volontariato e soggetti del Terzo Settore hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione, dando vita a una rete sempre più ampia e consolidata, elemento distintivo dell’Allinparty.

Un’apertura che ha coinvolto tutta la città

L’inaugurazione sul Lungomare Garibaldi ha regalato uno dei momenti simbolo dell’edizione 2026. La passeggiata collettiva, alla quale hanno preso parte associazioni, società sportive, volontari, cittadini, istituzioni e testimonial paralimpici, ha trasformato il centro cittadino in un grande spazio di incontro e condivisione.

A seguire, i saluti istituzionali e il talk con gli Ambasciatori e i testimonial dell’Allinparty hanno posto al centro il valore educativo e sociale dello sport. Le loro testimonianze hanno raccontato esperienze di resilienza, crescita personale e inclusione, ribadendo come la pratica sportiva rappresenti uno strumento capace di creare opportunità e abbattere pregiudizi.

Il cuore del Festival: oltre venti discipline sportive

Il sabato al Mediterranea Club ha rappresentato il momento di massima partecipazione dell’intera manifestazione. Centinaia di persone hanno avuto l’opportunità di sperimentare gratuitamente oltre venti discipline sportive, vivendo esperienze pensate per essere realmente inclusive.

Tra i momenti più apprezzati, la possibilità di provare il Calcio a 5 per non vedenti insieme agli atleti della Nazionale Italiana, sperimentando il gioco bendati, e la presenza dell’ex capitano della Nazionale Italiana di basket in carrozzina, che ha scelto di condividere il campo con bambini, famiglie e partecipanti, incarnando pienamente lo spirito del Festival.

Grande attenzione ha suscitato anche il Foundation Day della Fondazione Decathlon, occasione di confronto tra la Fondazione e il territorio, che conferma il crescente interesse nazionale verso il progetto Allinparty e le sue finalità sociali.

Ricerca, innovazione e inclusione

Particolarmente significativa la cerimonia istituzionale durante la quale è stato presentato il progetto sviluppato grazie alla collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Messina, Mediterranea Eventi, FPICB e ASD Global Social Inclusive.

L’iniziativa punta alla realizzazione del primo prototipo al mondo di calcio balilla dedicato a persone cieche e ipovedenti, dimostrando come ricerca universitaria, innovazione tecnologica e sport possano collaborare per sviluppare nuove opportunità di inclusione.

La voce del Festival

Tra le novità assolute dell’edizione 2026 si è distinta Radio Allinparty, che per tutta la giornata di sabato ha raccontato il Festival attraverso una coinvolgente filodiffusione.

Interviste, curiosità, approfondimenti e testimonianze hanno accompagnato le attività sportive, dando voce ad atleti, tecnici, volontari e partecipanti e contribuendo a rendere ancora più coinvolgente l’esperienza vissuta dal pubblico.

Il mare come spazio di inclusione

La manifestazione si è conclusa domenica mattina alla Spiaggia di Ponente – ‘Ngonia del Tono, dove le attività acquatiche hanno registrato una partecipazione senza precedenti.

Nuoto, vela, prove subacquee e momenti di condivisione hanno trasformato il mare in un luogo di scoperta, sport e inclusione, offrendo a molti partecipanti l’opportunità di vivere esperienze nuove e altamente emozionanti.

Un progetto che continua oltre il Festival

L’Allinparty non si esaurisce nelle tre giornate della manifestazione. Il Festival rappresenta infatti il momento culminante di un percorso che prosegue durante tutto l’anno attraverso attività di sensibilizzazione, formazione e promozione dello sport inclusivo.

L’edizione 2026 lascia in eredità una comunità ancora più consapevole, nuove collaborazioni tra enti, istituzioni e associazioni e una rete sempre più forte, capace di trasformare l’inclusione da principio teorico a pratica quotidiana.

Gli organizzatori archiviano così un’edizione da record, già proiettata verso il futuro, nella convinzione che la crescita dell’Allinparty coincida con quella di una comunità che ha scelto di riconoscere nello sport uno strumento di partecipazione, dialogo e cittadinanza attiva.

Determinante il contributo dei numerosi partner e sostenitori dell’iniziativa, tra cui Gruppo Caronte & Tourist, BCC La Riscossa di Regalbuto, Raffineria di Milazzo, Parco Corolla, Naima Griffe, Allestimenti Puglisi, DepaGroup, SmartMe e Decathlon, insieme al prezioso lavoro del Mediterranea Club, dell’Associazione Antica ‘Ngonia del Tono, dei volontari e degli organi di informazione che hanno contribuito a diffondere il messaggio del Festival.

L’Allinparty chiude così la sua sesta edizione con un dato che va oltre i numeri: la conferma che uno sport realmente aperto a tutti è possibile quando istituzioni, associazioni, imprese e cittadini scelgono di costruire insieme un progetto condiviso.