Il progetto del Ponte sullo Stretto supera un nuovo passaggio istituzionale, ma il percorso verso la realizzazione dell’opera è tutt’altro che concluso. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, riunito in seduta plenaria sotto la presidenza di Massimo Sessa, ha approvato all’unanimità la relazione della commissione tecnica, subordinando però la prosecuzione dell’iter a centinaia di prescrizioni e raccomandazioni che dovranno essere recepite nella progettazione esecutiva.

Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici

Più che un’approvazione del progetto, il pronunciamento rappresenta un via libera limitato alla fase successiva della progettazione. Lo conferma la stessa nota del Ministero delle Infrastrutture, nella quale si precisa che il Consiglio ha autorizzato esclusivamente “la successiva fase della progettazione esecutiva”, evidenziando come le verifiche richieste siano ancora numerose.

Il documento approvato impone infatti al general contractor Eurolink, guidato da Webuild, e alla società concessionaria Stretto di Messina, un ampio lavoro di approfondimento prima della definizione del progetto esecutivo.

Le principali criticità ancora aperte

Le prescrizioni possono essere ricondotte a due grandi aree.

La prima riguarda la necessità di acquisire dati e conoscenze molto più approfonditi rispetto a quelli disponibili nel progetto preliminare del 2011. Il Consiglio chiede nuove indagini su aspetti considerati decisivi per la sicurezza e la fattibilità dell’opera.

Tra i temi più delicati figurano:

  • le verifiche geologiche e sismiche, con ulteriori studi sulla faglia già individuata per accertarne l’eventuale attività e possibili spostamenti nel tempo;
  • l’analisi degli effetti del vento sulla struttura del ponte;
  • gli approfondimenti sull’idrologia dell’area;
  • ulteriori valutazioni sugli impatti ambientali.

Si tratta di richieste che il Consiglio considera preliminari alla stessa elaborazione del progetto esecutivo, segno che alcuni elementi fondamentali necessitano ancora di verifiche tecniche.

Restano aperti diversi nodi progettuali

Il secondo gruppo di prescrizioni riguarda invece questioni progettuali più specifiche e aspetti tecnici ancora da definire.

Tra questi riemerge il tema dell’altezza utile della campata centrale. Il progetto prevede un’altezza di circa 82 metri che, nelle condizioni di massimo traffico stradale e ferroviario, potrebbe ridursi fino a 68-70 metri. Il Consiglio richiama quindi la necessità di verificare se tali quote siano sufficienti a garantire il passaggio delle moderne navi portacontainer e delle grandi unità da crociera.

Anche questo aspetto, già oggetto di discussione negli anni passati, resta dunque tra i punti che richiedono ulteriori approfondimenti prima dell’approvazione definitiva.

Un iter ancora lungo

L’esame del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici conferma quindi che il progetto non è stato approvato nella sua versione definitiva. Il voto unanime rappresenta piuttosto un passaggio tecnico che consente di proseguire l’iter, ma condizionato al recepimento di un numero molto elevato di prescrizioni.

Il quadro che emerge evidenzia come, a oltre quindici anni dal progetto preliminare, rimangano ancora aperte questioni rilevanti riguardanti sicurezza sismica, caratteristiche geologiche, impatti ambientali, comportamento aerodinamico della struttura e compatibilità con la navigazione. Tutti elementi che dovranno essere verificati e risolti nella fase di progettazione esecutiva prima che il progetto possa avvicinarsi alla fase realizzativa.

Intanto domani a Messina il popolo contrario al ponte torna in piazza per una manifestazione pacifica, consapevole e determinata