Una piazza Cairoli gremita ed un corteo di oltre tremila persone hanno riportato ieri, 8 agosto, il movimento No Ponte al centro della scena politica e sociale messinese. La manifestazione, partita alle 19 da piazza Cairoli, ha attraversato le vie del centro cittadino con bandiere, striscioni, slogan e interventi al megafono.

Al centro della protesta non soltanto il no alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, ma soprattutto la richiesta di chiudere la società Stretto di Messina Spa, considerata il simbolo della continuità di un progetto che, secondo il movimento, da decenni assorbe risorse pubbliche senza risolvere le principali emergenze dei territori.

«La marea di Messina sarà il nostro decreto di chiusura della Stretto Spa» è stato uno degli slogan della giornata. Gli organizzatori hanno rilanciato anche la richiesta di destinare le risorse previste per il Ponte – indicate in circa 14 miliardi di euro – a infrastrutture, trasporti, sanità, servizi e interventi per il territorio dello Stretto.

In piazza tutti i comitati no ponte, dirigenti ed attivisti sindacali, associazioni sportive ed ambientaliste e forze politiche (PD, Verdi, M5S, Rifondazione).

Un momento di particolare intensità è stato il minuto di silenzio dedicato alle vittime del crollo avvenuto a Pistunina, che ha introdotto una riflessione più generale sulla sicurezza e sulle condizioni del territorio messinese.

La manifestazione dell’8 agosto conferma così che, mentre l’iter del Ponte continua a essere al centro dell’agenda del Governo, a Messina resta forte una mobilitazione contraria alla grande opera. Un confronto destinato a proseguire e che, ancora una volta, vede lo Stretto trasformarsi da semplice luogo geografico in uno dei principali terreni del confronto politico nazionale.

Comunicato stampa del “Comitato noponte capo peloro” :

“Il comitato Noponte Capo Peloro era presente oggi al corteo Noponte di Messina con la bandiera lista a lutto per la tragedia di Pistunina. Abbiamo dato vita ad un colorato e rumoroso spezzone da cui si sono alzati numerosi slogan riportati in foglietti distribuiti ai partecipanti al corteo.

Tra gli slogan legati alle recenti notizie sul ponte spiccavano “Consiglio superiore, Salvini e Germanà/ il ponte sullo Stretto non si fa”, “La Corte dei conti ce l’ha insegnato/il ponte sullo Stretto va rigettato”, “Ma che progresso, ma quale Totocalcio/al ponte sullo Stretto va dato solo un calcio”, oltre ai tradizionali slogan “Calabria, Sicilia, unite nella lotta / lo Stretto di Messina non si tocca”, “Lo dice il pescespada, lo dice il capodoglio / il ponte sullo Stretto non lo voglio”.

Dedicato a Salvini uno slogan in musica folcloristica siciliana “Ciuri, Ciuri, Ciuriti tutti l’annu / Matteo Salvini finisci ‘i fari dannu”.

Nei mesi scorsi abbiamo raccolto migliaia di firme, all’indomani dell’inchiesta sui tentativi di condizionare la Corte dei conti, per chiedere il commissariamento della Stretto di Messina, preludio per la sua liquidazione.

Oggi siamo tutte e tutti qui per chiedere di  chiudere definitivamente la Stretto di Messina, ma non ci basta,  bisogna cancellare in maniera definitiva i progetti e l’idea stessa di un attraversamento stabile dello Stretto, ad una o più campate o in tunnel, perche non ci serve, perché distruggerebbero il nostro territorio, perché le nostre priorità  sono altre, abbiamo bisogno di soldi per mettere in sicurezza il territorio, per avere acqua, scuole,strade, ferrovie, sanità pubblica adeguata.

A chi come Salvini pensa che dopo il parere del 6 agosto del Consiglio superiore dei lavori pubblici i lavori del ponte si avvicinano, noi diciamo che ancora una volta la propaganda dei Siponte tenta di nascondere i buchi neri del progetto del ponte e delle procedure seguite.

 Siamo così convinti che i cantieri non solo non si avvicinano ma si allontanano, che diamo già da ora appuntamento a tutte e tutti per il corteo della vittoria il 7 agosto del 2027 a Torrefaro.

Giù le mani dallo Stretto di Messina.”