La Basket School Messina ha scelto l’Agorà dello Stretto per presentarsi alla vigilia della nuova stagione di Serie B Interregionale, trasformando un luogo simbolico e sempre più frequentato dai messinesi, nella cornice ideale per raccontare programmi, ambizioni e, soprattutto, la volontà di proseguire un percorso che soltanto pochi mesi fa aveva rischiato di interrompersi.
Non è casuale, infatti, la scelta di uno spazio che vive quotidianamente anche attraverso il basket. A sottolinearlo è stato il direttore generale Bruno Donia, che ha richiamato l’attenzione proprio sul campo dell’Agorà, popolato a tutte le ore da ragazzi e appassionati. «Questo dimostra che la pallacanestro è dentro la città», ha evidenziato Donia, lanciando subito anche una sorta di sfida ai sostenitori: ogni tifoso dovrà portare una persona nuova al palazzetto. Perché, secondo il dirigente giallorosso, chi vive una volta l’atmosfera della Basket School difficilmente poi resta lontano. Dietro l’entusiasmo per la nuova stagione, però, c’è anche il ricordo di un’estate complicata. Donia non lo ha nascosto: la società è stata molto vicina ad interrompere la propria avventura sportiva, una prospettiva che avrebbe rappresentato, nelle sue parole, «una grande sconfitta per la città». Fondamentale, in questo senso, il nuovo abbinamento con Via Lattea, al quale il direttore generale ha rivolto il ringraziamento della società per lo sforzo economico compiuto e per il contributo determinante nel consentire alla Basket School di proseguire il proprio cammino nel campionato di Serie B Interregionale. Ma la parola d’ordine adesso è guardare avanti. Per il direttore generale, la categoria rappresenta il livello minimo che una città come Messina deve riuscire ad esprimere nel panorama cestistico nazionale. Da qui l’invito a credere nella possibilità di costruire, nel corso dei prossimi anni, un progetto ancora più importante. A raccontare il lavoro svolto sul territorio è stato Alberto Frassica, direttore marketing della Basket School Messina, che ha posto l’accento, soprattutto, sul rapporto con le scuole e con le nuove generazioni. La società porta, infatti, giocatori e mascotte negli istituti scolastici, partendo, in particolare, dalle scuole primarie, nel tentativo di avvicinare i bambini alla pallacanestro. Un lavoro che, secondo Frassica, produce risultati visibili quando quei bambini arrivano poi al palazzetto accompagnati dalle loro famiglie. Se Frassica ha raccontato ciò che accade fuori dal parquet, il direttore sportivo Clemente Mazzù è entrato, invece, nel vivo della costruzione tecnica della squadra. In piena sintonia con coach Pippo Sidoti, la società ha lavorato in tempi molto rapidi sul mercato, centrando quelli che erano gli obiettivi fissati in fase di programmazione. Il roster è stato costruito cercando un equilibrio tra giovani di prospettiva e giocatori che possano già garantire esperienza e solidità. Le prime settimane di lavoro hanno lasciato sensazioni positive, ma adesso, ha spiegato Mazzù, è il momento di vedere la squadra all’opera nelle gare ufficiali. E, anche per il direttore sportivo il desiderio è soprattutto uno: tornare a giocare davanti a un palazzetto pieno. Il rapporto tra basket, città e territorio è stato al centro anche dell’intervento di Cristina Correnti, ex giocatrice e da sempre profondamente legata al movimento cestistico messinese. Correnti ha ricordato le difficoltà vissute durante l’estate dalla Basket School e ha posto l’accento su uno dei problemi che, a suo giudizio, continua a frenare lo sport cittadino: le divisioni. «Gli sportivi sanno stare insieme, i veri sportivi», ha ricordato Correnti, auspicando una nuova fase caratterizzata da una visione comune, dalla collaborazione e dalla capacità di fare sistema. E poi il pensiero è andato soprattutto ai più giovani. Se Messina vuole evitare che i propri ragazzi siano costretti ad andare via, ha spiegato l’ex cestista, deve riuscire ad offrire loro, sin da piccoli, opportunità, strutture e motivazioni per restare. «Lo sport è un diritto di tutti. Tutti gli sport sono un diritto di tutti, soprattutto dei nostri bambini». Parole che hanno allargato, idealmente, l’orizzonte della serata: non soltanto la presentazione di una squadra, dunque, ma la volontà di riaffermare il ruolo dello sport come elemento di aggregazione e crescita per l’intera città. Poi, inevitabilmente, la parola è tornata al campo. E qui Pippo Sidoti ha regalato anche il momento forse più simpatico della serata. Appena preso il microfono, il coach ha esordito senza troppi giri di parole: «Quest’anno vinciamo il campionato». Poi si è voltato verso i suoi giocatori e, guardandoli uno per uno, ha aggiunto sorridendo: «Guardo i visi per capire se ci credono». Un modo leggero per lanciare un messaggio decisamente ambizioso, prima di tornare subito alla concretezza. Sidoti sa bene che quello che attende la Basket School sarà un campionato difficile, ma non nasconde la fiducia nel gruppo costruito durante l’estate. «Penso che questi ragazzi ci daranno grandissime soddisfazioni. Ne sono sicuro», ha detto il tecnico. Un mese di preparazione intensa alle spalle e un primo traguardo già ben chiaro davanti. «Abbiamo lavorato tanto per raggiungere il primo obiettivo: vincere la prima partita e regalarvi questa grandissima soddisfazione». Dall’Agorà dello Stretto al parquet, dunque, il passo adesso è breve. La Basket School riparte dopo un’estate nella quale il futuro sembrava essere diventato improvvisamente incerto. Lo fa con una squadra nuova, con partner che hanno scelto di sostenerla, con un progetto rivolto ai giovani e soprattutto con l’ambizione di riportare sempre più messinesi sugli spalti. Perché, come ha ricordato Bruno Donia, la pallacanestro è già dentro la città. Adesso l’obiettivo è riportare la città dentro il palazzetto.
