I giallorossi superano 1-0 il Mazzarrone, terza forza del campionato.
Decide Sarao nella ripresa. Una prova di carattere, nonostante gli infortuni e le difficoltà di una settimana tormentata.
Un Messina arcigno, combattivo e ben disposto in campo, conquista tre punti preziosissimi contro il Mazzarrone, terza forza del campionato. Una vittoria di carattere e determinazione, arrivata al termine di una settimana complicatissima, nella quale i giallorossi hanno dovuto fare i conti con vicende extracalcistiche e nuove difficoltà sul terreno di gioco. Torrisi, privo di Guerriero, schiera Coco tra i pali, Tanasa, Sbuttoni, Blondett, Pellegrino, La Spada, Noah, Langone, Kragl, Bonanno e Sarao. L’avvio non è dei migliori: dopo appena cinque minuti Blondett è costretto ad abbandonare il campo per infortunio, sostituito da Doni. Il Messina, tuttavia, non si scompone e all’8′ è Kragl ad impegnare, dalla distanza, il portiere ospite. Poco dopo, ancora il centrocampista tedesco pennella una punizione per Doni, che manca, di un soffio, la deviazione vincente. Al 18′ Bonanno calcia alto dalla distanza. Due minuti più tardi arriva la prima vera occasione del Mazzarrone: Bamba, con un diagonale, sfiora il palo a Coco battuto, facendo correre un brivido ai presenti al Celeste. Al 27′ ancora Kragl veste i panni dell’assistman per Doni, il cui colpo di testa termina poco sopra la traversa. La svolta arriva al 41′, quando Randis commette un fallo a palla lontana su Noah. Su segnalazione dell’assistente, il direttore di gara estrae il cartellino rosso. Gli animi si accendono e a farne le spese è anche Burzio, espulso dalla panchina giallorossa. Si va al riposo sullo 0-0. Nella ripresa Torrisi inserisce Varela al posto di Langone, passando alle due punte per sfruttare la superiorità numerica. Ma il destino sembra accanirsi, ancora, contro il Messina: anche Noah si infortuna ed è costretto a lasciare il terreno di gioco in barella. Al suo posto entra Konate. I giallorossi, però, non arretrano. Al 52′ Bonanno tenta una spettacolare rovesciata che termina alta.

Quattro minuti dopo Doni, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, sfiora nuovamente il vantaggio. Al 58′ è Kragl, con un potente sinistro, a mandare il pallone di poco sopra la traversa. Il Messina insiste e Sarao chiama D’Agata ad un autentico miracolo, con il portiere ospite bravo a deviare in angolo. Sono le prove generali del gol, che arriva al 64′: Bonanno mette in mezzo un pallone, a metà strada tra un tiro ed un cross, sul quale si avventa Sarao. Il suo colpo di testa non lascia scampo a D’Agata. È l’1-0 che fa esplodere il boato del Celeste. Il Messina non si accontenta e continua ad attaccare. Al 77′ è ancora D’Agata a negare il raddoppio, questa volta a Bonanno. Nel finale il Mazzarrone rimane addirittura in nove uomini per l’espulsione di Spadaro, autore di un brutto fallo su Sartore. Nei minuti di recupero Kragl cerca ancora la via della rete, mentre gli ospiti tentano qualche sortita offensiva, soprattutto con Bamba, alimentando gli ultimi brividi tra i sostenitori peloritani. Al triplice fischio è festa giallorossa. Una vittoria meritata, conquistata con il cuore, con la testa e con la forza di un gruppo che non intende arrendersi. Sugli spalti, tuttavia, resta evidente il peso di una situazione tutt’altro che serena. L’assenza della Curva Sud si fa sentire, mentre a sostenere la squadra sono i gruppi organizzati della Gradinata Est, i tifosi non organizzati e i ragazzi della cooperativa Calcio Messina. Ma sul campo il Messina ha risposto presente. E lo ha fatto nel modo migliore: vincendo.
Adesso lo sguardo si sposta sulle prossime gare: prima il ritorno di coppa Italia contro lo Scordia e, poi, la difficilissima trasferta contro il Niscemi, attuale capolista del campionato. Sarà un altro banco di prova per una squadra che, tra mille ostacoli, continua a dimostrare di avere carattere e voglia di lottare. Perché il destino può anche accanirsi, ma questo Messina non ha alcuna intenzione di arrendersi.
